Montagnareale, stop all'inchiesta sugli affari del sindaco arrestato - Tempostretto

Montagnareale, stop all’inchiesta sugli affari del sindaco arrestato

Alessandra Serio

Montagnareale, stop all’inchiesta sugli affari del sindaco arrestato

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giovedì 29 Dicembre 2022 - 08:30

Concluse le indagini sui Sidoti, il fascicolo del Pm Apollonio concentrato sugli affari della famiglia

PATTI – E’ al capolinea l’indagine battezzata “Famiglia reale” che ha portato all’arresto, a metà ottobre scorso, del sindaco Rosario Sidoti. La Procura di Patti ha chiuso gli accertamenti della Guardia di Finanza della Tenenza pattese ed ha siglato l’avviso di conclusione indagine, in corso di notifica a tutti gli indagati.

rosario sidoti
Rosario Sidoti

Il cerchio delle persone coinvolte in questa tranche di inchiesta in capo al pubblico ministero Andrea Apollonio rimane quello interessato dalle misure cautelari e dal sequestro da 2 milioni e mezzo di euro, in buona sostanza familiari e stretti collaboratori di Sidoti. Il calderone delle persone e dei rispettivi ruoli finito sotto la lente degli investigatori è però molto più ampio. E rimangono in piedi, al momento, anche le misure cautelari decise a suo tempo e confermate dai giudici del Riesame. Adesso i difensori, gli avvocati Ugo Colonna, Sandro Pruiti e Aurelio Francesco Chillemi, hanno qualche settimana per decidere se chiedere un primo confronto con la Procura, chiedendo di essere ascoltati o depositando proprie memorie, poi toccherà ancora una volta al pubblico ministero vagliare per chi chiedere il rinvio a giudizio o se per qualcuno le ipotesi d’accusa vanno archiviate.

andrea apollonio pm patti
il Pm Andrea Apollonio

Bancarotta, associazione a delinquere e riciclaggio le accuse contestate a vario titolo, per qualcuno ridimensionate rispetto alle ipotesi iniziali, mosse dopo la scoperta di una rete di società intestate ai familiari ma di fatto, secondo l’Accusa, gestite dal primo cittadino, che fallivano “a catena”, acquisendo commesse per poi trasferire gli introiti dall’una all’altra società create nel tempo. I conti societari venivano poi spesso usati come “bancomat” personali dalla famiglia. Al centro degli accertamenti anche le pratiche presentate alla Regione per ottenere finanziamenti dall’Irfiss.

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