La lettera di una cittadina, che racconta di un recente esposto trasmesso al Comune, alla Polizia municipale e all'Arpa Sicilia. "Non siamo contro il divertimento"
MESSINA – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una cittadina messinese sul tema caldo e sempre attuale della movida.
Non è una campagna contro la musica, contro il divertimento o contro le attività economiche che durante l’estate animano la litoranea di Messina. Noi residenti della zona nord chiediamo soltanto che tutto questo possa convivere con il diritto a riposare all’interno delle proprie abitazioni.
Da anni e anni, nei fine settimana estivi, chi abita nelle vicinanze dei locali fino a Sant’Agata convive con una specie di incubo ricorrente: una musica amplificata e basse frequenze che attraversano muri e infissi, rendendo impossibile dormire. Il fenomeno si verifica soprattutto nelle notti tra il sabato e la domenica e, ancora più gravemente, tra la domenica e il lunedì. In uno degli episodi più recenti formalmente segnalati, la musica è stata percepita fino alle 3.20 del lunedì mattina. A quell’ora, nelle abitazioni della zona, c’erano lavoratori, anziani, famiglie, bambini che non hanno chiuso occhio.
Non vogliamo sostituirci agli organi competenti, ma richiediamo però che il problema venga accertato attraverso controlli puntuali e misurazioni fonometriche tempestive.
“Il problema Movida rimane lasciato sulle spalle dei cittadini da anni”
Il 22 giugno è stato trasmesso un esposto al Comune di Messina, alla Polizia municipale e, per conoscenza, all’Arpa Sicilia. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha risposto immediatamente, chiarendo che la competenza per i controlli spetta al Comune e alla Polizia municipale e dichiarandosi immediatamente disponibile a fornire il necessario supporto tecnico. Ha inoltre precisato che sul locale in questione erano già state effettuate verifiche nel 2024, delle quali non conosciamo gli esiti.
Nonostante tutto ciò, finora non abbiamo percepito cambiamenti concreti, del resto sono anni che dura questa battaglia. E continua la sensazione (o la frustrazione?) che il problema venga lasciato interamente sulle spalle dei cittadini, costretti ad annotare orari, effettuare segnalazioni, telefonare e inviare Pec. Oltre che cambiare i propri ritmi sogno-veglia.
Le richieste a Comune e Polizia municipale
Sta di fatto che un disturbo notturno può essere verificato soltanto mentre è in corso. Per questo chiediamo che la Polizia municipale intervenga nelle fasce orarie segnalate e che il Comune attivi formalmente i dovuti supporti tecnici che, ne siamo certi, tutelerebbero il diritto al riposo e metterebbero i gestori dei locali di fronte a un’evidenza tutto sommato elementare: per far divertire qualche centinaio di persone non è indispensabile tenere sveglie, ogni fine settimana, altre centinaia di famiglie.
Chiediamo che il diritto al divertimento non cancelli quello al riposo
Non chiediamo la chiusura preventiva di un’attività, né vogliamo alimentare una contrapposizione tra residenti e gestori dei lidi. Chiediamo soltanto regole rispettate, impianti adeguati e controlli effettivi, per il benessere di tutti. Chiediamo dunque che il diritto al divertimento non cancelli quello al riposo.


Buon pomeriggio.
Ho letto attentamente l’ articolo e non ho nulla da obiettare. Vorrei invece integrare il reclamo con una ulteriore richiesta.
Non è solo un problema di lidi, il malcostume è insito in quei cittadini che durante le ore del giorno, ma soprattutto di notte scorazzano per le strade con ogni mezzo e il volume dell’ autoradio al max. Soffro di tachicardia e mi svegliano automaticamente tutte le notti. Per non parlare delle motociclette che a tutta velocità attraversano la litoranea con il rischio di uccidere qualcuno. Chiedo, ma i controlli dove sono?
Non rimane che denunziare i fatti in Procura. Non rimangono alternative perché le leggi che regolano la materia ci sono e se applicate tempestivamente possono essere molto efficaci.