La segnalazione di un cittadino. Ma conciliare il diritto al riposo dei residenti e l'industria del divertimento è possibile, rispettando le regole
MESSINA – Il piano anti movida selvaggia quest’anno sarà più efficace rispetto a quello degli anni passati? In questi giorni abbiamo ricevuto un video di un cittadino: “Ore due del mattino a S. Agata. Nessuna pattuglia a regolare musica e traffico”. La zona nord di Messina, quella della litoranea, è investita dal problema.
E proprio da parte di altri residenti di Sant’Agata si è avuto un appello ai microfoni di Tempostretto: “Abbiamo già vissuto l’inferno l’anno scorso. Musica fino a tardi, rumori molesti e auto che rimanevano intrappolate sulla spiaggia”. Sono cittadini che abitano in questa zona tutto l’anno, e non solo nel periodo estivo, e chiedono di poter convivere con le attività balneari senza perdere il sonno e la serenità. Non sono contro il lavoro e le nuove strutture ma temono per la vivibilità dei prossimi mesi.
Un’altra movida messinese è possibile
Lo abbiamo scritto tante volte: nessuna colpevolizzazione dell’industria del divertimento. In generale, il diritto al riposo dei residenti e la legittima necessità, in particolare dei giovani, di avere un’animata vita notturna e di divertirsi sono compatibili. Conciliabili purché si lavori per approntare soluzioni strutturali, a lungo termine.
Il tema centrale rimane quello dell’applicazione delle regole. Le norme per conciliare divertimento e quiete pubblica ci sono e vanno rispettate. Un salto di qualità nella civiltà passa dal controllo dei decibel. Negli anni passati, l’Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale, ha rilevato parecchie irregolarità nell’emissione sonora. E i locali si devono dotare di strutture adeguate per limitare l’inquinamento acustico. E diventa fondamentale che si facciano le verifiche con le misure fonometriche, in modo da vigilare sull’inquinamento acustico. In tanti ci imbattiamo spesso, in diverse parti della città, in rumori molesti, in un mix di fuochi d’artificio e musica ad altissimo volume.
Mantenersi nelle regole e rispettare tutti non deve essere un’utopia. Un’altra movida a Messina, che non calpesti nessuno, è possibile. Lo deve essere.

