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Formazione: 4.500 minori in attesa dei corsi di qualificazione professionale

Formazione: 4.500 minori in attesa dei corsi di qualificazione professionale

mercoledì 04 Febbraio 2015 - 06:45
Formazione: 4.500 minori in attesa dei corsi di qualificazione professionale

Nonostante gli impegni presi dalla Regione sin da ottobre, ancora non sono stati finanziati i corsi destinati ai quattordicenni che, finita la scuola media, hanno scelto la formazione professionale per l’assolvimento dell’obbligo scolastico. La segnalazione degli Enti di formazione.

Pubblichiamo la nota di protesta sottoscritta da alcuni Enti di formazione in seguito al prolungato silenzio da parte della Regione sui corsi destinati ai 14enni che hanno scelto la formazione professionale per continuare l'obbligo scolastico e che ancora non sono iniziati nè sono stati finanziati.

A quasi sei mesi dal naturale avvio dell’anno scolastico, oltre 4.500 minori che avevano scelto la formazione professionale per l’assolvimento dell’obbligo scolastico, non hanno ancora il diritto di seguire le lezioni.

Malgrado gli impegni assunti dall’Amministrazione regionale, già nel mese di Ottobre 2014, peraltro su espressa richiesta degli Uffici della Presidenza della Repubblica, allertata dalle denunce di allarme sociale sollevate dagli Organismi di Formazione e dalle Famiglie utenti, ad oggi non esiste un reale finanziamento che possa assicurare agli allievi di esercitare il loro diritto/dovere. Oltre 4.500 quattordicenni che dopo la scuola media avevano deciso di ottenere una qualifica professionale sono in attesa di risposte e hanno già perso un anno della loro vita, in quanto, ogni eventuale reinserimento nei percorsi scolastici è inefficace dopo 5 mesi dal loro avvio.

Negli ultimi giorni, per ragioni piuttosto demagogiche, il Dipartimento Regionale competente, nel pur condivisibile intendimento di impegnare risorse economiche del programma “Garanzia Giovani”, ha varato un bando per il reinserimento nei percorsi di istruzione e formazione professionale di giovani allievi, che però sono solo quelli di età compresa tra i 15 compiuti e i 19 anni non compiuti.

Nessuna risposta, per i quattordicenni in uscita dalla scuola media a giugno, i primi destinatari dei percorsi Iefp/Oif, il cui destino è ancora al palo. Forse il nuovo bando potrebbe assicurare l’avvio dei corsi per circa 1.000 allievi con almeno 15 anni, ricompresi negli elenchi noti all’Assessorato dal 20 agosto 2014, ma la stragrande maggioranza della platea dei destinatari dei primi anni dei percorsi triennali vede di fatto ancora negato il proprio diritto di seguire un corso di formazione.

Il piano proposto dalla Regione Siciliana, da realizzare attraverso l’Avviso pubblicato il 26/01/2015 e con scadenza il 05/02/2015, prevede lo smembramento delle classi ordinamentali già approvate con Decreto a firma dei Dirigenti del Dipartimento FP e dall’Ufficio Scolastico Regionale del Miur, i cui elenchi sono stati trasmessi dalle Scuole Medie e dagli Enti di formazione questa estate, al fine di avviare ai percorsi solo i quindicenni, senza nessuna imminente possibilità di inserimento per i ragazzi più giovani.

Di fatto, l’Assessorato, che ci aveva “abituato” alla distinzione tra minori di serie A, iscritti ai percorsi scolastici, e minori di serie B, iscritti ai percorsi di formazione, ha introdotto una ulteriore classificazione: esistono infatti anche i minori di serie C.

Se si analizzano i parametri di finanziamento dei percorsi formativi e quelli scolastici, pur destinati ai medesimi allievi minori in obbligo di istruzione, si evidenzia il divario tra i 7.500 euro destinati a ciascuno studente nelle scuole, i 6.000 euro circa per studente proposti da “Garanzia Giovani” per la formazione professionale solo per i quindicenni e i non oltre 4.000 euro per la maggior parte dei minori dell’Oif/Iefp.

Eppure gli Enti di formazione professionale hanno esposto chiaramente i rischi dell’avvio di percorsi diversificati per quindicenni e quattordicenni, peraltro chiedendo l’accorpamento delle diverse fonti di finanziamento compatibili, sia regionali che ministeriali. Ma un co-finanziamento risulta indigesto alla Regione Siciliana, non solo per la necessità di impegnare risorse proprie da destinare all’assolvimento dell’obbligo scolastico, quanto per la ovvia necessità di adeguare i parametri di finanziamento ai parametri nazionali, tendenza peraltro imposta da recenti pronunciamenti del TAR Sicilia, ancora inattuati.

Nulla è cambiato dunque: allievi minori che vedono negato il proprio diritto, Enti di formazione che non possono erogare servizi di qualità, famiglie degli allievi che devono preoccuparsi dell’inattività dei loro figli e di ogni facile distrazione, operatori della F.P. senza stipendio e senza dignità di lavoratori, generale impoverimento del tessuto artigianale che non trova nuove immissioni qualificate. Il problema c’è ed è grave e riguarda innanzitutto la società civile siciliana.

Ancora una volta, gli Enti di formazione che gestiscono percorsi destinati ad allievi minori in obbligo scolastico preannunciano una azione di sensibilizzazione, perché la questione della Iefp/Oif venga affrontata in maniera strutturata dagli organi politici e amministrativi regionali, dalla sua programmazione, alla gestione, alla rendicontazione, ferma dal 2007, e auspicano che finalmente la politica siciliana possa chiarire se ha interesse al futuro delle nuove generazioni.

Senza voler qui considerare anche gli effetti che, tale forma e scelta di programmazione, produce inevitabilmente anche sulla tenuta degli attuali livelli occupazionali degli operatori della formazione professionale.

f.to Anfop, Assofor, Cenfop, Confap e Forma a nome di tutti gli Organismi formativi impegnati nell'IeFP (obbligo di istruzione).

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