No allo stato di calamità per gli incendi in Sicilia, Schifani: "Non è lo Stato in cui mi riconosco"

No allo stato di calamità per gli incendi in Sicilia, Schifani: “Non è lo Stato in cui mi riconosco”

Redazione

No allo stato di calamità per gli incendi in Sicilia, Schifani: “Non è lo Stato in cui mi riconosco”

domenica 07 Gennaio 2024 - 20:39

Il presidente della Regione promette ricorso, mentre Pd e M5S insorgono. Musumeci: "Manca della documentazione ma troveremo una soluzione"

Altro che governo “amico”. Incendi estivi di luglio in Sicilia: il ministro della Protezione civile Nello Musumeci non firma lo stato di calamità e non riconosce lo stato d’emergenza. Dopo alcune divisioni sul tema ponte, così il presidente della Regione siciliana prende le distanze ancora una volta dal governo Meloni e anche dall’ex presidente Musumeci. Così si pronuncia Renato Schifani: “Uno Stato che nega ai cittadini il risarcimento di un danno di pubblico dominio, subito per colpe o eventi altrui, e lo fa sulla base di cavilli procedurali non applicati prima, non è lo Stato in cui mi riconosco. Uno Stato che viene meno al principio della leale collaborazione dei suoi vari livelli, così come previsto dall’articolo 120 della Costituzione, non è lo Stato in cui mi riconosco. Il mancato riconoscimento, da parte del Dipartimento Protezione civile nazionale, dello stato di emergenza per gli incendi che hanno colpito l’Isola nello scorso luglio, è un provvedimento ingiusto che, contrasteremo in ogni sede amministrativa, giudiziaria, istituzionale e politica”.

Continua il presidente: “Ma assicuro i siciliani danneggiati dagli incendi estivi che se lo Stato centrale li vorrà abbandonare, non lo farà la Regione da me guidata, perché la tutela della collettività di un popolo e la sua tenuta sociale costituiscono un principio sacro e irrinunciabile. Mi accingo a convocare per la giornata di lunedì una seduta straordinaria della giunta di governo per le determinazioni del caso”.

Musumeci: “Una carenza di documentazione da parte della Regione ma stiamo cercando una soluzione”

Ecco la spiegazione del ministro Musumeci: “Ho convocato per mercoledì a Roma i direttori dei Dipartimenti della Protezione civile nazionale e regionale per un riesame della pratica relativa agli incendi estivi in Sicilia, nel tentativo di trovare una possibile soluzione. I due direttori, Fabrizio Curcio e Salvo Cocina, già da agosto si confrontano sul tema, ma senza trovare una intesa – mi riferiscono gli uffici romani – per carenza di documentazione da parte della Regione. Diverso invece il discorso sulle altre calamità: solo nel 2023, infatti, all’Isola sono state destinate da Roma risorse per circa 94 milioni di euro. Il difetto sta nella relativa norma del Codice di Protezione civile, che va rivista, assieme ad altri adeguamenti. Ci stiamo lavorando e presto la cambieremo”.

Pd e M5S: “Schifani tradisce la Sicilia”

Insorgono intanto le opposizioni. Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars, aveva subito sollecitato un intervento di Schifani: “Oltre il danno le beffe, il ministro della protezione civile non firma lo stato di calamità e centinaia di aziende e famiglie danneggiate dagli incendi dello scorso luglio non otterranno alcun indennizzo, Ma, quel che è peggio, il presidente della Regione assiste in silenzio all’ennesimo schiaffo del governo Meloni alla Sicilia. Schifani alzi finalmente la voce e prende le distanze da un governo nazionale che non perde occasione per penalizzare la nostra Regione”.

Intervengono pure il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca e il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle e parlamentare Nuccio Di Paola: “L’ennesimo schiaffo alla Sicilia da parte di un governo nazionale che, con l’inerzia complice di Schifani, sta distruggendo al Sicilia. La verità è che le vere calamità per la nostra isola non sono solo gli incendi e le alluvioni, quanto gli esecutivi che ci governano a livello regionale e nazionale. Stanno distruggendo la Sicilia, se non vanno a casa per noi sarà la fine”.

Continuano il messinese De Luca e Di Paola: ““Questo ennesimo colpo a tradimento nei confronti della Sicilia non fa che confermare quanto realmente conta la parola di Schifani a Roma: zero. Lo si è visto anche nelle passate occasioni, non ultima la vicenda del furto dei fondi fsc per lo sviluppo dell’isola per destinarli al ponte, con tanto di finta protesta di Schifani cui è seguito il nulla. Il copione anche oggi sembra ripetersi: Roma colpisce a morte la Sicilia e Schifani fa finta di indignarsi, ma c’è da giurare che anche in quest’occasione fra qualche giorno tornerà a tacere senza che nulla sia cambiato”.
“Indigna particolarmente – conclude Antonio De Luca – il comportamento di Musumeci che quando era presidente della Regione scaricava sul governo nazionale la colpa dei suoi insuccessi e ora che è ministro la scarica sul governo regionale e segnatamente sul direttore Cocina, al quale proprio lui assegnò la responsabilità di dirigere la Protezione civile regionale”

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3 commenti

  1. La sola calamita’ siciliana sono gli elettori di FI ed affini.
    Niente magna magna questa volta.

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  2. Ma dal fondo per lo sviluppo della Regione i soldini vanno via verso la chimera del ponte….

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  3. Mi viene da ridere….prima accetta di dare soldini inutili a Salvini per il PONTE sullo Stretto e ora piange per il tradimento nei confronti della Sicilia …ma sia coraggioso. Dica “niente soldi al Ponte”.

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