Non diagnosticarono Aids ad avvocata poi deceduta, medici assolti

Non diagnosticarono Aids ad avvocata poi deceduta, medici assolti

Alessandra Serio

Non diagnosticarono Aids ad avvocata poi deceduta, medici assolti

lunedì 06 Novembre 2023 - 20:12

Scagionati i due sanitari che seguirono la professionista messinese vittima dell'untore

MESSINA – Si è chiuso con l’assoluzione il processo ai due medici alla sbarra per la morte dell’avvocata messinese spirata di Aids, contagiata dall’ex compagno che le nascose la sieropositività. Imputati erano l’ematologa del Policlinico e il reumatologo del Papardo che si occuparono della donna e che avrebbero, secondo l’Accusa, dovuto riconoscere i sintomi dell’Aids e disporre esami specifici, che invece non sono stati effettuati, se non quando era ormai troppo tardi.

Il processo e la sentenza

Accusa dalla quale si sono difesi, assistiti dagli avvocati Nicoletta Milicia e Andrea Pruiti Ciarello, con documenti, consulenze alla mano e con i propri testimoni. Il dibattimento si è concluso nella tarda serata di oggi con la richiesta del Pubblico Ministero di assolverli entrambi per mancanza di prove. Il vaglio processuale, insomma, in particolare le consulenze mediche, non avrebbero prodotte prove certe contro i due sanitari. Tesi accolta dal giudice monocratico Monica Marino che, dopo due ore di camera di consiglio, li ha scagionati con una sentenza di assoluzione per insufficienza di prove.

La battaglia della famiglia

Amareggiati i familiari della professionista scomparsa, assistiti dagli avvocati Bonaventura Candido ed Elena Montalbano, che si erano costituiti parte civile ed avevano ottenuto che come responsabili civili fossero citate anche le due aziende sanitarie dove la donna era stata “curata”.

Per loro la battaglia va avanti. Non è escluso il ricorso in appello per gli effetti civili, mentre attendono che venga fissata la prima udienza del processo d’appello per l’ex compagno condannato per averle contagiato la malattia, nascondendoglielo fino alla fine.

Un commento

  1. Marcella Millimaggi 7 Novembre 2023 07:06

    Credo fermamente che il colpevole sia uno solo: il compagno che non ha mai rivelato la sua positività anzi, a quanto pare dai giornali che riportano le cronache giudiziarie, l’ha negata sino all’ultimo. Se non ricordo male c’è scappata anche un’altra morta e qualcuno sta male. In tanti ancora, viste le modalità di trasmissione, si turbano quando hanno lo stesso partner da anni e conducono una vita tranquilla! E’ là che bisogna indagare e sapere: cosa hanno fatto i nostri “cari” prima di conoscerci! Altro che riservatezza, buona educazione e legge sulla privacy!

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