Messina, il 16 dicembre alle urne per istituire il Comune autonomo Montemare - Tempo Stretto

Messina, il 16 dicembre alle urne per istituire il Comune autonomo Montemare

Carmelo Caspanello

Messina, il 16 dicembre alle urne per istituire il Comune autonomo Montemare

venerdì 19 Ottobre 2018 - 08:56
Messina, il 16 dicembre alle urne per istituire il Comune autonomo Montemare

Indetta la consultazione che riguarda le ex XII e XIII Circoscrizioni, 12 le frazioni interessate al voto: Castanea, Massa S. Giorgio, Massa S. Nicola, Massa S. Lucia, Massa S. Giovanni, Acqualadroni, Spartà, Piano Torre, S. Saba, Salice, Rodia, Gesso e Ortoliuzzo

E’ stato indetta per domenica 16 dicembre 2018 la consultazione referendaria legata al progetto di variazione territoriale riguardante l’istituzione del Comune autonomo Montemare. Parliamo delle ex XII e XIII Circoscrizioni del Comune di Messina. Ben dodici le frazioni interessate al voto: Castanea, Massa S. Giorgio, Massa S. Nicola, Massa S. Lucia, Massa S. Giovanni, Acqualadroni, Spartà, Piano Torre, S. Saba, Salice, Rodia, Gesso e Ortoliuzzo.

L’indizione del referendum è stata firmata dal sindaco Cateno De Luca in virtù del decreto dello scorso 8 agosto dell’assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, con il quale ha autorizzato la consultazione. Il quesito che i cittadini troveranno sulla scheda è il seguente: “Volete che le frazioni corrispondenti al territorio dell' ex XII e XIII Quartiere del Comune di Messina siano elette in Comune autonomo con la denominazione di Montemare?”.

Il referendum interesserà il 3,40% della popolazione di Messina ed un territorio di 60,8 chilometri quadrati (su 210). Voteranno tutti i messinesi.

In un primo momento la Regione aveva negato il referendum. L’istanza è stata accolta successivamenteo, con l’emissione del decreto, in virtù di un ricorso degli avvocati Filippo Brianni e Salvatore Smiroldo.

Parliamo di un’istanza del Comitato promotore Montemare portata avanti con ddeterminaziona da circa otto anni.

Gli stessi l’hanno motivata evidenziando che ““La realtà periferica costituita dai diversi villaggi collinari pur appartenendo al comune di Messina non riscontra una effettiva comunanza di bisogni, di continuità fisica e di interessi con la città, e di fatto rappresenta un’entità territoriale e sociale, per tradizioni e cultura, distante e diversa dal contesto cittadino”.

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