Occupato a Lipari l'istituto Conti, gli studenti: "Vogliamo essere ascoltati"

Occupato a Lipari l’istituto Conti, gli studenti: “Vogliamo essere ascoltati”

Redazione

Occupato a Lipari l’istituto Conti, gli studenti: “Vogliamo essere ascoltati”

martedì 27 Gennaio 2026 - 13:30

I ragazzi chiedono un miglioramento della struttura e raccontano tanti disagi da isolani. "Più sicurezza e basta temperature insostenibili"

LIPARI – “È con profonda tristezza e delusione che scriviamo le parole che leggerete. Oggi non è una giornata qualsiasi: dopo anni, sull’isola e nella scuola di Lipari, ci troviamo di fronte a un’occupazione.
Noi studenti che abbiamo deciso di indire questa forma di protesta abbiamo riflettuto a lungo prima di arrivare a questa scelta. Siamo pienamente consapevoli dei rischi che comporta e riconosciamo la difficoltà di gestire al meglio una situazione tanto complessa”. Così gli studenti che hanno occupato l’istituto superiore “Isa Conti Eller Vainicher”.

Istituto Conti occupato a Lipari

Gli studenti chiedono più sicurezza come vie di fuga e piano d’evacuazione e un miglioramento della struttura in termini d’impianto. “Da troppi anni siamo senza una struttura idonea nella quale poter effettuare le ore di educazione fisica, poiché la palestra dell’istituto prima di essere demolita è rimasta per diverso tempo inutilizzata perché inagibile. Con una palestra attualmente sotto cantiere, e sforniti di un locale che possa sostituirla temporaneamente. Con aule prive di sistemi di riscaldamento e raffrescamento o dotate di quelli guasti. Con temperature basse e spesso per certi aspetti insostenibili. E alcuni studenti si ritrovano addirittura a dover effettuare lezioni in delle classi nelle quali, durante i giorni di pioggia, cade acqua all’interno. Questa non è una lettera di accusa nei confronti delle istituzioni. È una richiesta d’aiuto. Una richiesta di partecipazione, per il nostro futuro”.

“Non accusiamo nessuno ma chiediamo risposte”

Sottolineano in un documento: “Frequentiamo questo istituto da cinque anni e sentiamo il dovere di fare il possibile per ottenere ciò che manca da troppo tempo: delle risposte. Già lo scorso anno i rappresentanti d’istituto, insieme ad altri studenti, si erano informati sulle modalità per organizzare una protesta regolare. Ci siamo rivolti per tre volte all’Arma dei carabinieri, che ci ha spiegato come una manifestazione coincidente con una parata sul corso Vittorio Emanuele richiedesse una complessa serie di autorizzazioni, tra cui: programma dell’evento; piano sanitario; piano di sicurezza con planimetria; richieste al Comune per licenze, occupazione del suolo pubblico e chiusura delle strade; preavviso alla Questura; documentazione sanitaria e copie dei documenti d’identità”.

“Questo elenco serve a dimostrare quanto sia difficile, per degli studenti, protestare seguendo rigorosamente la burocrazia. E ancor di più lo è per noi, studenti eoliani. Essere isolani non è un dettaglio trascurabile: viviamo quest’isola dodici mesi l’anno, confinati e spesso in balia delle condizioni naturali e delle scelte altrui. Lipari è anche questo.
Noi ragazzi che ancora aspettiamo la riapertura di un centro giovanile nelle strade principali dell’isola, noi che desidereremmo poter vedere gli ultimi film in uscita senza essere costretti a doverci spostare sulla terraferma. Noi che non avremmo mai voluto vedere i nostri compagni delle altre isole dover correre uscendo anticipatamente da scuola, e rinunciando a ore di lezione, perché la compagnia che gestisce i mezzi di trasporto ha deciso di ridurre le corse. Noi che vorremmo partire in elicottero soltanto per eventi rari e non per una semplice ingessatura”.

“Noi siamo disponibili al confronto”

“Ci rivolgiamo alla comunità con rispetto, con la gentilezza e il sorriso di un gruppo di ragazzi che crede ancora nel cambiamento. Oggi questo luogo è diventato, grazie alla determinazione di centinaia di studenti, un punto di rivalsa non solo studentesca ma anche cittadina. Siamo disponibili a confronti organizzati con genitori, docenti, forze dell’ordine e giornalisti.
Vi lasciamo il tempo di riflettere, consapevoli del disagio arrecato, ma certi che la scelta di stare dalla parte del futuro spetti anche a voi”.

Continuano gli studenti: “Notiamo con piacere, che negli ultimi giorni le organizzazioni si siano mosse rapidamente nel cercare di fornirci delle risposte, anche se parziali. Questo dimostra che ci stiamo muovendo per le vie corrette, dato che solo parlando di una occupazione sono arrivate risposte che in tanti anni non ci sono mai state fornite per vie ritenute più legittime. Chiediamo inoltre che questa manifestazione non venga strumentalizzata da organizzazioni a sfondo politico, come già avvenuto.
Attendiamo quindi, delle risposte adeguate da parte degli enti davvero competenti”.

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