Ospedale di Taormina. 24enne salvata da una mediastinite

Ospedale di Taormina. 24enne salvata da una mediastinite

Redazione

Ospedale di Taormina. 24enne salvata da una mediastinite

venerdì 15 Maggio 2026 - 09:20

Intervento eccezionale su una giovane in condizioni critiche

Una 24enne è stata salvata da una gravissima mediastinite, una delle complicanze infettive più temute e spesso fatali all’ospedale San Vincenzo di Taormina. La giovane si è presentata al pronto soccorso in condizioni critiche: debilitata, sofferente, con una vistosa tumefazione al collo e un dolore sempre più insopportabile. Visitata nel reparto di Otorinolaringoiatria dal dottor Salvatore Chiarenza, la situazione è apparsa immediatamente drammatica.

Il medico ha disposto con urgenza una Tac (Tomografia Assiale Computerizzata), eseguita dal dottor Pietro Carbonaro, che ha rivelato uno scenario molto complicato: un ascesso partito dalle tonsille aveva già invaso il collo ed era sceso fino al mediastino, l’area centrale del torace che ospita organi vitali come cuore e grandi vasi. Una diagnosi che lascia poco spazio alla speranza. Se un ascesso rappresenta già una condizione grave, la mediastinite è considerata dai medici una vera emergenza estrema.

Il rapido intervento dell’équipe medica

Le immagini diagnostiche sono state immediatamente inviate per via telematica alla responsabile del reparto, la dottoressa Serenella Palmeri, e al dottor Nicolò Politi, appena rientrati a casa dopo una lunga e complessa laringectomia totale eseguita in mattinata. I medici hanno compreso subito la gravità del caso e si sono precipitati in ospedale.

“Nel giro di appena un’ora – ha raccontato la dottoressa Palmeri – la giovane era già in sala operatoria per un intervento delicato e ad alto rischio, eseguito in condizioni estremamente difficili. Mancava, infatti, persino un posto disponibile in Rianimazione. Era una questione di tempo e trasferire la paziente in un’altra struttura avrebbe comportato un ritardo che poteva costarle la vita. Ero pronta ad accompagnarla ovunque dopo averla messa in sicurezza. Le anestesiste Sonia Di Stefano e Maria Frisina, insieme al primario di anestesia e rianimazione Giacomo Filoni, hanno trovato una soluzione straordinaria: un paziente stabile, in respiro spontaneo, è stato trasferito dalla Rianimazione al reparto di Otorino, liberando così il posto necessario per salvare la giovane. L’intervento è stato difficilissimo, sul filo del rasoio in ogni fase, sia da un punto di vista anestesiologico che chirurgico, ma grazie alla tenacia, al coraggio e alla professionalità dell’equipe, dove fondamentale è stato il supporto degli infermieri Marisa Smiroldo, Cettina Brancato e Giovanni Petralia, si è concluso nel migliore dei modi”.

Complicazioni post-operatorie e lavoro di squadra

“Nei giorni successivi – ha aggiunto la dottoressa Palmeri – i medici hanno dovuto affrontare una gravissima sepsi, che era già in corso all’arrivo della paziente, e una violenta tempesta tiroidea, causata da uno scompenso endocrino insorto durante l’infezione. Una situazione clinica estremamente complessa che ha richiesto il lavoro incessante e coordinato di infermieri, fisioterapisti e specialisti di diverse discipline: otorinolaringoiatri, endocrinologi, cardiologi, anestesisti. Ogni professionista ha dato il proprio contributo per riportare la ragazza alla vita.

Giorno dopo giorno le condizioni sono lentamente migliorate: la giovane si è stabilizzata, è stata estubata e poi trasferita nel reparto di Otorinolaringoiatria, dove è stata letteralmente rimessa in piedi. E infine è arrivato il momento delle dimissioni. Un momento carico di commozione, di sorrisi e lacrime trattenute a fatica”.

Il plauso della Direzione Strategica dell’Asp

La Direzione Strategica dell’Asp (Azienda Sanitaria Provinciale) di Messina, composta dal direttore generale Giuseppe Cuccì, dal direttore amministrativo Giancarlo Niutta e dal direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi, esprime il proprio apprezzamento: “Questo intervento eccezionale all’ospedale San Vincenzo di Taormina è la dimostrazione concreta di ciò che la nostra sanità pubblica è in grado di fare quando competenza, organizzazione e lavoro di squadra si uniscono di fronte a un’emergenza estrema. Una storia che racconta, soprattutto il valore immenso della dedizione, della competenza e dell’umanità. L’impegno dei sanitari, la loro prontezza e la loro umanità hanno permesso di salvare la vita a una giovane paziente e rappresentano un esempio di altissima professionalità e dedizione al servizio dei cittadini”.

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