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Galleria Vittorio Emanuele, cemento sul mosaico. Il Soprintendente: “Lavori non autorizzati da noi”

Rosaria Brancato

Galleria Vittorio Emanuele, cemento sul mosaico. Il Soprintendente: “Lavori non autorizzati da noi”

lunedì 09 Novembre 2015 - 23:04

I lavori di copertura del mosaico con malta cementizia, effettuati dal Comune nella Galleria Vittorio Emanuele, necessitavano dell'autorizzazione della Soprintendenza. A ribadirlo è lo stesso soprintendente, Rocco Scimone, che ha inoltrato l'esposto in Procura. "Manca ogni forma di sinergia e collaborazione con l'amministrazione". All'assessore Pino replicano anche i titolari dei locali in Galleria. "Si legga il regolamento".

“Nessun amministratore può pensare di fare un intervento di quel genere nella Galleria Vittorio Emanuele senza prima chiedere l’autorizzazione alla Soprintendenza. E’ evidente. Purtroppo il comportamento dell’amministrazione messinese non è un caso isolato, anche altri Comuni hanno agito in modo analogo”. Il soprintendente ai beni culturali di Messina Rocco Scimone interviene a proposito della “querelle” scaturita dalla colata di malta cementizia che nel settembre scorso l’amministrazione ha posto sopra il mosaico della Galleria danneggiato dall’incendio di gennaio. L’operazione è stata effettuata senza chiedere la necessaria autorizzazione alla Soprintendenza (alla luce sia della normativa che del vincolo in quanto Bene monumentale sin dal ‘99), nonostante due sopralluoghi congiunti tra febbraio e marzo e nonostante diverse sollecitazioni da parte degli uffici del viale Boccetta per un progetto di restauro. Il Dipartimento si è limitato ad avvisare la Soprintendenza soltanto a lavori fatti e dopo che Scimone ha presentato un esposto in Procura. Il caso è stato al centro di un botta e risposta tra il consigliere comunale Daniele Zuccarello e l’assessore Sebastiano Pino che ha dichiarato che l’operato era stato fatto secondo le regole (leggi qui).

Il Soprintendente Rocco Scimone si sofferma sull’assoluto disinteresse da parte dell’amministrazione per quel che riguarda percorsi comuni sui Beni tutelati, fatto questo rilevato anche attraverso una lettera datata 8 settembre con la quale sollecitava gli assessori Pino e Perna ad una collaborazione ed a completare insieme quel percorso che riguarda la Galleria Vittorio Emanuele e non comporta costi eccessivi. “Nonostante le numerose partecipazioni a tavoli tecnici convocati da questa amministrazione e finalizzati alla risoluzione del grave problema di incuria e abbandono della Galleria-scriveva- non si è MAI giunti alla definizione delle opere necessarie per istituire il giusto decoro e le misure di sicurezza del sito che versa in uno stato di degrado e deterioramento materico. Questa Soprintendenza accoglie favorevolmente la lodevole proposta dell’Associazione e chiede agli Assessori di voler porre in essere con l’urgenza che il caso richiede le iniziative volte a stabilire le modalità di attuazione della proposta e si resta in attesa di un incontro tecnico”. Da allora non si è mossa foglia in due mesi.

“Queste difficoltà di comunicazione riguardano la Galleria ma anche altri beni. Sto pensando al Forte Gonzaga- spiega adesso Scimone- Mi hanno fatto la guerra, mi hanno denunciato per abbandono e poi, adesso che cosa stanno facendo? Cosa si sta facendo per Filippo il Grande? Stiamo parlando di beni che sono stati e possono essere riqualificati grazie ai fondi della Regione. Tornando alla Galleria Vittorio Emanuele non c’è stata alcuna forma di collaborazione nonostante i nostri ripetuti solleciti. Per noi quel sito è fondamentale, abbiamo moltissime idee progettuali. Del resto bastano pochi interventi ad esempio per quel che riguarda la sicurezza. Ricordo che nel 2005 si operò per questo. Il progetto presentato dall’associazione La Galleria formata dai titolari degli esercizi per quel riguarda la sicurezza è interessante. Però è ancora fermo negli uffici del Comune. Noi abbiamo dato parere positivo”.

La Soprintendenza segue con estrema attenzione quel che riguarda la Galleria, come ha più volte sottolineato la dirigente dei Beni architettonici Maria Mercurio che ha ripercorso con Tempostretto le tappe dalla notte dell’incendio fino alla colata di cemento sul mosaico (leggi qui). E’ la Mercurio che ricorda l’art.7 del Codice dei Beni culturali del decreto legge n°42 del 2004 e che prevede, anche nei casi di ASSOLUTA URGENZA da parte delle amministrazioni di effettuare interventi a tutela di un bene: “purchè ne sia data notizia alla Soprintendenza con il progetto dei lavori ai fini della necessaria autorizzazione”.

Nel caso del mosaico della Galleria, tenendo conto del fatto che l’incendio è avvenuto il 26 gennaio e che per ben 9 mesi, il Comune non aveva provveduto a presentare alcun progetto d’intervento, appare eccessivo parlare di “urgenza” proprio a settembre. In ogni caso anche qualora l’amministrazione avesse compreso l’urgenza solo con 9 mesi di ritardo, l’autorizzazione della Soprintendenza è richiesta per legge e non per capriccio. Sia la Mercurio che Scimone hanno ribadito come sin da febbraio siano stati disponibili per ogni forma di collaborazione e per mettere a disposizione risorse e competenze, che sono di ben due sezioni, quella architettonica, diretta dalla Mercurio e quella storico-artistica, diretta da Grazia Musolino. “Peraltro non è vero che quel tipo di intervento non abbia creato danni, perché non è di facile rimozione e quando si rimuove ci sono rischi per i tasselli limitrofi. Ma il discorso da fare è complessivo. Quel bene è sottoposto a vincolo monumentale sin dal ’99, non potevamo non sporgere denuncia in Procura di fronte ad una tale disattenzione. Dobbiamo operare insieme per il futuro. I beni sottoposti a vincolo devono essere tutelati anche sotto il profilo delle attività che si vengono a realizzare. Lo stabilisce l’art.20, devono essere utilizzati in modo compatibile. Nessuno vuol pensare di mettere in Galleria un’osteria col barbecue esterno, ma per questo è importante la sinergia. Nel 2005 abbiamo operato in grande armonia con l’architetto Bertolami. Nella Galleria di Milano nessuno entra per fare le gare con le Smart o la trasforma in rifugio notturno”.

Per quanto riguarda il progetto per la sicurezza presentato dall’associazione La Galleria la Soprintendenza ha dato il parere favorevole tenendo conto sia del fatto che i costi sono a carico dei soci che della necessità di porre un freno ai continui raid e atti vandalici. La sinergia è importante, ed infatti la Soprintendenza lamenta un altro caso di mancata collaborazione, quello relativo al protocollo d’intesa per via Lepanto, seguito da tre tavoli tecnici ed un lavoro di progettazione per i gazebo nel centro storico, via Lepanto e via Cardines (tutti con lo stesso stile) rimasto poi lettera morta.

A replicare all’assessore Pino in merito al progetto per la sicurezza sono i titolari dei locali. Pino nelle scorse settimane ha dichiarato che non è possibile decurtare dalla Cosap i costi sostenuti dall’associazione per garantire la sicurezza tramite cancelli e sorveglianza. Replica La Galleria: “ la decurtazione è prevista dal regolamento, art. 18 comma 4. La giunta, su proposta dell’assessore al patrimonio, al fine di agevolare obiettivi di incentivazione di valorizzazione e riqualificazione o di sicurezza può approvare piani speciali di riduzione delle tariffe del canone di occupazione suolo. Forse l’assessore non ha letto bene la norma. Non si capisce perché invece di supportare chi vuol investire a Messina questa amministrazione la ostacola in ogni modo. L’assessore ci contesta il fatto di essere in pochi. Si è chiesto che fine hanno fatto gli altri esercenti? Glielo diciamo noi: hanno chiuso, perché in queste condizioni le imprese falliscono e i locali chiudono le saracinesche. Fino all’altra sera abbiamo chiamato i vigili perché c’erano barboni che dormivano accanto ai locali e per tutta risposta ci siamo beccati le multe. Ovviamente i barboni sono ancora lì….Invece di fare la guerra ad ogni nostra proposta sarebbe più corretto ascoltarci, del resto non è questo quello che dicevano tutti in campagna elettorale?”

Rosaria Brancato

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2 commenti

  1. CONDANNATE I RESPONSABILI CON IL CONTESTUALE RIPRISTINO ORIGINARIO DELLA PAVIMENTAZIONE

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  2. CONDANNATE I RESPONSABILI CON IL CONTESTUALE RIPRISTINO ORIGINARIO DELLA PAVIMENTAZIONE

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