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Autorità Portuale: per la nomina del segretario generale non si faccia come per il presidente

Autorità Portuale: per la nomina del segretario generale non si faccia come per il presidente

martedì 05 Giugno 2012 - 14:26
Autorità Portuale: per la nomina del segretario generale non si faccia come per il presidente

Nota-appello dell’assessore provinciale Bisignano che teme una riproposizione dell’atteggiamento menefreghista di Governo e Regione rispetto alle indicazioni provenienti dal territorio

L’approvazione, nella Commissione Trasporti del Senato e della Camera dei Deputati, della proposta di nomina del nuovo presidente dell’Autorità Portuale di Messina e Milazzo, attende, adesso, solo la ratifica del Ministro competente. Una nomina che, aldilà delle polemiche che ne hanno accompagnato il percorso, deriva essenzialmente da un raccordo tra il Ministro dei Trasporti ed il presidente della Regione Siciliana e non tiene conto delle indicazioni dei vari enti locali e territoriali, andando così a confliggere con lo spirito della legge istitutiva delle Autorità Portuali, che venivano individuate come espressione del così detto potere di “autogoverno”, che consente che i vertici gestionali di organi statali vengano designati dalle comunità di riferimento, anziché essere direttamente nominati da autorità centrali. Tutto questo non converge nel nome del campano Antonino De Simone.

«Nell’augurio che il nuovo presidente voglia agire all’insegna di una piena sinergia con tutte le realtà istituzionali, sociali ed economiche locali, è auspicabile che per quanto riguarda l’altro ruolo significativo di gestione della Autorità Portuale, quello cioè del segretario generale, non vengano seguite le stesse logiche verticistiche e non si assista a “decisioni” calate dall’alto, senza tenere conto di specifiche competenze ed esperienze acquisite, ma, in rispondenza con quanto prevede la normativa, che deputa al Comitato Portuale la nomina del segretario generale, si tenga conto stavolta, (e lo faccia soprattutto il nuovo presidente, cui spetta la formulazione della proposta) del ruolo fondamentale che Enti locali e territoriali e categorie imprenditoriali e sociali svolgono nell’ambito del Comitato Portuale, che è l’organo deliberante di tutte le scelte strategiche dell’Ente». Ad affermarlo è l’assessore provinciale Michele Bisignano, componente del comitato portuale, praticamente l’unico ad avere alzato la testa di fronte al modo di agire menefreghista di chi ha optato per De Simone.

«Se, invece, si dovesse assistere ad indicazioni non scaturenti da valutazioni condivise, avremmo non soltanto la riproposizione di una logica che continua a penalizzare, più che le Istituzioni, le comunità locali, ma anche la totale disapplicazione della filosofia che sottende alla legge istitutiva della stessa Autorità Portuale, di cui, pare, si sia occupato anche il futuro presidente della Authority», ha concluso il rappresentante della giunta Ricevuto.

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2 commenti

  1. Belle parole,
    ma quali sarebbero le “specifiche competenze ed esperienze acquisite” di cui si dovrebbe tenere conto: le raccomandazioni clientelari???

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  2. Qualsiasi popolo maltrattato, ignorato, escluso, tagliato, mortificato ect. avrebbe avuto una reazione di orgoglo, di senso di appartenenza, di difesa della storia e della cultura…anche in un paesino di 1000 ab.
    Mentre uccidono Messina, i messinesi esprimono un Mha…chi boi…ma chemu a fari…nun c’è nenti i piagghiri…..non malenu nenti…fannu bonu chi ni levunu tutti cosi…ect..ect.
    Scusate ma che minchia di mentalità è, …..la mentalità messinese di oggi.
    Messina la città ribelle, rivoluzionaria, è diventata una città stupida e piagnucolosa… inerme.
    La città che subisce passivamente con apatia, che si fa togliera il pane ed il lavoro da catanesi e palermitani senza minimamente fiatare…..E’ vero che non ci sono politici in grado di sensibilizzare le folle, ma i cittadini sono nulla mischiato con niente……subiscono in modo apatico e passivo ogni sopruso… non reagiscono…. porgono l’altra guancia ad ogni schiaffo.
    E’ prendono schiaffi ed ancora schiaffi ed i loro figli emigrano…..ed il lavoro manca sempre di più…e si alimenta l’migrazione……..

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