Piano Casa, Confedilizia in audizione alla Camera: "Serve più fiducia nel mercato della locazione"

Piano Casa, Confedilizia in audizione alla Camera: “Serve più fiducia nel mercato della locazione”

Autore Esterno

Piano Casa, Confedilizia in audizione alla Camera: “Serve più fiducia nel mercato della locazione”

lunedì 15 Giugno 2026 - 14:40

Case, immobili e condominio in pillole. La rubrica di Confedilizia Messina

Case, immobili e condominio in pillole. La rubrica di Confedilizia Messina

Piano Casa, Confedilizia in audizione alla Camera: serve più fiducia nel mercato della locazione

La Confedilizia è stata audita dalla Commissione ambiente della Camera nell’ambito dell’esame del decreto-legge n. 66/2026 sul Piano Casa, il provvedimento con il quale il Governo intende rafforzare le politiche per l’accesso alla casa. Nel corso dell’audizione, l’avv. Gagliani Caputo della sede centrale ha citato alcuni dati relativi al fabbisogno abitativo: oltre 650 mila famiglie risultano attualmente in graduatoria per un alloggio popolare, mentre più di 60 mila immobili di edilizia residenziale pubblica non sono utilizzabili a causa della carenza di interventi manutentivi. Secondo la Confedilizia, il Piano Casa rappresenta un segnale positivo perché interviene su più fronti: dal recupero del patrimonio pubblico al rilancio del mercato delle locazioni private, fino al rafforzamento delle garanzie per i proprietari. Il programma prevede investimenti per circa 970 milioni di euro nel periodo 2026-2030, ai quali si aggiungono ulteriori risorse destinate ai progetti di rigenerazione urbana. Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema delle occupazioni abusive degli alloggi pubblici. Nel corso dell’audizione è stato ricordato come, secondo i dati Federcasa, il fenomeno riguarderebbe oltre 20 mila immobili, con inevitabili ripercussioni sia sull’assegnazione regolare degli alloggi sia sulla gestione del patrimonio pubblico.

La Confedilizia ha inoltre evidenziato il valore strategico del disegno di legge collegato sugli sfratti. L’obiettivo, è stato spiegato, è accelerare le procedure di rilascio degli immobili, così da rafforzare la fiducia dei proprietari e favorire una maggiore offerta di abitazioni in locazione. Da ultimo, la Confedilizia ha auspicato l’introduzione di ulteriori misure fiscali di sostegno, tra le quali l’azzeramento dell’Imu sugli immobili locati a canone concordato e un incremento delle risorse destinate agli aiuti per gli inquilini in difficoltà.  

Fino a quando i canoni di locazione non percepiti costituiscono reddito locativo tassabile?

Secondo la giurisprudenza rinvenuta, in base al combinato disposto dagli artt. 23 e 34 del d.P.R. n. 917/1986, il reddito degli immobili locati per fini diversi da quello abitativo – per i quali opera, invece, la deroga introdotta dall’art. 8 della l. n. 431/1998 – è individuato in relazione al reddito locativo fin quando risulta in vita un contratto di locazione, con la conseguenza che anche i canoni non percepiti per morosità costituiscono reddito tassabile, fino a che non sia intervenuta la risoluzione del contratto o un provvedimento di convalida dello sfratto (cfr. in punto anche Cassazione civile sez. VI, 14.4.2022, n. 12254).

È valida la delibera che non consente ad un condomino di allegare documenti a verbale?

La delibera approvata non contiene vizi di illegittimità quando la mancata allegazione di un documento al verbale assembleare deriva dall’inconferenza dello stesso rispetto all’ordine del giorno contenuto nell’avviso di convocazione notificato dall’amministratore ai condòmini (cfr. in punto Tribunale Roma sez. V, 3.2.2020, n. 2281).(da Confedilizia Notizie)

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