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“Piano economico non idoneo”. Il Comune non affida lo stadio “Scoglio” al Fc Messina

Marco Ipsale

“Piano economico non idoneo”. Il Comune non affida lo stadio “Scoglio” al Fc Messina

venerdì 25 Giugno 2021 - 09:48

Procedura conclusa senza aggiudicazione a nessuno

Il responsabile unico del procedimento, Salvatore De Francesco, “determina di procedere alla non aggiudicazione della gara per l’affidamento della concessione in gestione dello stadio Franco Scoglio del Comune di Messina in favore della società Football Club Messina”.

Eccola l’attesa comunicazione ufficiale, la determina numero 5594 del 24 giugno 2021, dopo un lungo susseguirsi di voci nell’ultimo mese, quando era chiaro che il percorso, iniziato lo scorso 16 marzo, non fosse lineare.

Mentre la società di Rocco Arena riteneva di avere già in tasca l’aggiudicazione, secondo il rup, che è anche il dirigente del dipartimento comunale allo sport, non è così perché “la definitività della proposta non comporta silente aggiudicazione, essendo sempre necessario il relativo provvedimento, e che fino all’adozione dell’atto è facoltà dell’Amministrazione, in presenza della superiore motivazione, non aggiudicare la gara”.

Ma perché il bando non è stato aggiudicato? Tutto ruota intorno alla verifica dell’”affidabilità e sostenibilità del piano economico finanziario”, in base agli articoli 32 e 33 del Codice degli Appalti.

Il Comune si è affidato alla consulenza dello studio del prof. Francesco Vermiglio e ha rilevato “numerose criticità”, riassunte in cinque punti.

Le richieste di chiarimento

punto 1: con riferimento alla sensitività si chiede di sviluppare opportuna analisi di sensitività individuando almeno due scenari dell’andamento economico finanziario alternativi a quello proposto; con riguardo alla modularità si chiede di scorporare in almeno tre segmenti temporali il periodo di piano e di disaggregare in modo analitico tutte le componenti di costo-ricavo del progetto, avendo cura di chiarire a quali parametri e benchmark si è fatto riferimento;
punto 2: si chiede di esplicitare in maniera più chiara ed analitica i dati e le ipotesi posti a base della stima sui flussi di ricavo attesi da aree commerciali;
punto 3: si chiede di esplicitare i parametri assunti per la determinazione del costo/valore degli investimenti per la realizzazione delle aree commerciali;
punto 4: si chiede di chiarire come è stato determinato il costo del capitale e come si disgregano le diverse forme di finanziamento previste per sostenere gli investimenti (finanziamenti agevolati, mutui, prestiti e obbligazioni, leasing, etc.);
punto 5: si chiede di specificare gli eventuali soggetti “nuovi” investitori che hanno formalmente manifestato, con carattere vincolante per gli stessi, la volontà di sostenere il progetto di investimento, mediante apporto al capitale di rischio o altre forme di finanziamento esterno.

Le risposte “non sono risultate idonee”

Il Fc Messina fornisce i propri chiarimenti in tre distinte note, il 31 maggio, il 4 giugno e il 7 giugno ma, dopo la nota del 17 giugno del prof. Vermiglio, il rup conclude che “i chiarimenti forniti dalla società FC Messina non sono risultati idonei a chiarire le criticità del Piano Economico Finanziario posto a base dell’offerta… …ed in particolare dall’analisi della consulenza, espressa nelle su citate relazioni, si evince che la verifica condotta sulla proposta di aggiudicazione ed in particolare sul piano economico finanziario posto a base dell’offerta non ha pienamente confermato la validità di esso per affidare la concessione della gestione dell’impianto sportivo per la durata di anni 99”.

Ci sono ancora altri elementi a supporto della non idoneità della proposta.

“non sussistono elementi per le valutazioni sui concreti profili organizzativi patrimoniali e finanziari dell’iniziativa in un così considerevole periodo temporale, e pertanto non è possibile la conseguente identificazione e valutazione, doverosa per il bene pubblico oggetto di intervento, degli specifici rischi connessi alla costruzione dell’opera ed alla gestione del servizio oggetto della concessione”;

“dalla verifica complessiva effettuata, pur tenendo in debita considerazione i chiarimenti e riscontri dalla società prodotti nella fase successiva alla proposta di aggiudicazione, non si ravvisano, per le motivazioni sotto esplicitate, elementi tali da garantire l’interesse pubblico sottostante alla procedura di gara (concessione di gestione impianto sportivo)”;

“la proposta presentata ha natura totalmente diversa rispetto agli obiettivi dichiarati dall’Amministrazione con i documenti di gara in quanto la Società ha infatti proposto un vero e proprio percorso di rigenerazione urbana con realizzazione di nuovi fabbricati ed investimenti che nulla hanno a che vedere con l’oggetto della concessione (Concessione impianto sportivo) né con le attività richieste”;

“siffatta previsione comporta l’estensione oltre misura della durata della concessione da 30 anni a 99 anni a fronte di un programma di investimenti di dubbia realizzabilità, non supportato da compatibilità urbanistiche e con stime di investimento ed ammortamento economico – finanziario altamente aleatorie; a tal fine va ribadito che il bando ed i documenti di gara non prevedevano la possibilità di acquisizione/concessione del diritto di superficie”;

“Programma di investimento non sostenibile”

“il programma di investimento proposto dalla Società offerente (investimenti prevalentemente concentrati nei primi tre anni) non è poi sostenibile ove rapportato alla capacità patrimoniale della società offerente. Sussistono quindi forti criticità amministrative e finanziarie che possono esporre l’Amministrazione al rischio di non raggiungere gli obiettivi di interesse pubblico sottesi alla concessione di gestione dell’impianto sportivo “Stadio San Filippo”; che di contro, rispetto alle motivazioni della proposta dell’Amministrazione (concessione dello stadio) ed agli obblighi per il concessionario (manutenzione ordinaria e straordinaria) in relazione all’urgenza di ottenere gli interventi richiesti per l’agibilità sportiva dell’impianto, la proposta non garantisce né la certezza degli interventi e cosa assai più grave il rispetto dei tempi per l’agibilità sportiva necessaria per l’iscrizione al campionato”.

Lo stesso Fc Messina, con nota del 7 giugno, scrive che “non è possibile garantire che tutti i lavori di adeguamento normativo potranno terminare in tempo utile”.

Le conclusioni

Così il Comune di Messina ritiene “che non sussistono pertanto le caratteristiche di affidabilità dell’offerta sia sotto il profilo economico che in relazione alla realizzazione degli interventi principali per i quali l’Amministrazione si è determinata nell’affidamento della concessione; che di contro la valutazione dei rischi dell’intera operazione, la mancanza di verifiche puntuali sotto il profilo urbanistico ed amministrativo, l’insufficiente patrimonio della società rispetto all’indebitamento ed al capitale di rischio minano la sostenibilità economica – finanziaria del progetto stesso esponendo l’Amministrazione ad un rischio elevato di contenzioso ed a dover compensare lo squilibrio del sinallagma contrattuale”.

Infine alcuni aspetti giuridici sulla legittimità del rifiuto della proposta: “il verbale che contiene la proposta di aggiudicazione risulta essere impegnativo unicamente nei confronti dell’impresa aggiudicataria e non anche verso la stazione appaltante, la quale, dopo tale fase, deve svolgere ulteriori valutazioni (come la verifica del possesso dei requisiti da parte dell’aggiudicatario nonché la verifica delle regolarità di tutta la procedura di gara), all’esito delle quali conseguirà l’aggiudicazione definitiva. Quest’ultima richiederà sempre e comunque un ulteriore provvedimento espresso da parte dell’amministrazione”.

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Un commento

  1. bonanno giuseppe 25 Giugno 2021 18:53

    senza dinari non si canta missa…..prima i cuminciari u gioco i contanti supra u bancu…niente speculazioni u caperu chiddi da SPA…..o pinsaunu chi cu quacchi raccumannazioni eccellenti putiunu pigghiari pi fondelli a citta…

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