Appena 28 mila euro nei conti correnti aperti dal Comune, 22 mila dagli sms. Le offerte più alte da fuori città. E il consigliere comunale Ansaldo (Udc) non esita a parlare di «vergogna»
I messinesi sono noti per la loro generosità nelle cosiddette “gare di solidarietà”. Ma evidentemente non sono autoreferenziali. Sono piuttosto deludenti, infatti, i primi dati relativi alla raccolta fondi avviata dal Comune di Messina attraverso due conti correnti, uno bancario presso il Banco di Sicilia e l’altro postale. Si arriva ad un totale di 28 mila euro (dati aggiornati al 12 novembre), che fa quasi il paio con i 22 mila euro raccolti attraverso la campagna “lampo” degli sms nazionali. Numeri abbastanza sconfortanti, se si pensa che Messina non si è mai risparmiata di fronte ad iniziative benefiche di qualunque genere.
Nel dettaglio, sul conto corrente aperto da Palazzo Zanca al Banco di Sicilia sono stati versati 8.717,23 euro. Più cospicuo il bottino raccolto attraverso le Poste: 20.054,79 euro. Fa specie soprattutto che le offerte più alte siano arrivate da fuori città. Primeggia un privato di Sassari, che con ben due versamenti ha donato 2.500 euro. Un’altra grossa cifra, 2 mila euro, è arrivata da Parma, mentre 1.700 euro dalla provincia messinese. Le altre offerte di Messina città vanno da un minimo di 3 euro ad un massimo di 300 euro.
«E’ una vergogna – non esita a dire Pippo Ansaldo dell’Udc – siamo sempre in prima fila per le altre raccolte e poi ci tiriamo indietro per i nostri concittadini. Per non parlare degli sms: che fine hanno fatto quei fondi? Per fortuna qualche messinese “illustre”, come Nino Frassica, si sta interessando per promuovere, attraverso le trasmissioni televisive nazionali, nuove raccolte e anche una riproposizione del servizio di sms». E’ bene dire che altre raccolte fondi sono state attivate da istituti bancari, fondazioni private, enti, ecc., ma certo è che da quella “ufficiale” predisposta dal Comune ci si aspettava qualcosina di più.
(foto Dino Sturiale)
