Intanto sono state pubblicate le motivazioni per le quali è stato accolto il ricorso presentato lo scorso 4 febbraio da Marco Rondone, che fanno decadere Fortunato Romano
Santino Catalano, il milazzese candidato nella lista “Alleati per il Sud-Mpa” alle ultime elezioni regionali, ha presentato oggi una denuncia alla procura della Repubblica, presso il Tribunale di Palermo, nei confronti del presidente dell’Ars, Francesco Cascio. Secondo Catalano, Cascio è ritenuto responsabile di non aver espletato gli adempimenti previsti dalla legge, e in particolare di aver omesso nella prima seduta utile, dopo la sentenza a lui favorevole nel ricorso contro il deputato messinese Fortunato Romano, quella cioè dello scorso 10 giugno, di portare l’argomento all’ordine del giorno dei lavori per consentire il suo insediamento a palazzo dei Normanni.
“Una condotta – scrive Catalano- che evidenzia tutti gli elementi atti a configurare l’ipotesi dell’abuso d’ufficio, visto che la sentenza è esecutiva e il mancato rispetto determina non solo un danno al sottoscritto ma anche un vantaggio al Romano”. “A ciò va aggiunto- continua Catalano- l’ulteriore danno connesso alla eventuale proposizione, nelle more, di gravame nei riguardi della pronuncia resa dal Tribunale di Palermo, evento questo di per se suscettibile di sospendere l’esecuzione della pronuncia, alla luce del disposto dell’art. 84 legge 570/60, laddove è dato di sapiente acquisizione giurisprudenziale quello per cui l’esecuzione delle sentenze emesse dal Tribunale civile sui ricorsi in materia elettorale resta sospesa solo ove sia stato proposto il ricorso alla Corte d’Appello e non anche, come all’epoca della citata riunione dell’Ars, fossero solo pendenti i termini per la sua proposizione”.
Catalano, nella sua azione giudiziaria assistito dagli avvocati Giancarlo Violante Ruggi d’Aragona e Antonio Catalioto, ha ottenuto dal Tribunale di Palermo il seggio all’Ars, lo scorso 8 maggio, ma a distanza di oltre un mese dalla sentenza e una settimana dopo il deposito della stessa, non riesce a sedere sui banchi di Palazzo dei Normanni.
E dopo oltre un mese dalla dichiarazione di ineleggibilità di Fortunato Romano, il Tribunale di Palermo ha reso pubbliche anche le motivazioni per le quali ha accolto il ricorso presentato lo scorso 4 febbraio dal -cittadino- Marco Rondone. Lo stesso si era appellato contestando il ritardo delle dimissioni di Romano dalle cariche di presidente regionale del Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl), da presidente del Cda dell’Ente di Formazione Addestramento Lavoratori (Efal) e da consigliere dell’Efal di Messina. Il Tribunale ha deciso di accogliere il ricorso perché le lettere di dimissioni esaminate risultavano prive di data certa.
SERENA SFRAMELI-EMANUELE RIGANO
