Ato Idrico 3. Dopo la crisi cittadina occhi puntati sulla società d'ambito

Ato Idrico 3. Dopo la crisi cittadina occhi puntati sulla società d’ambito

Ato Idrico 3. Dopo la crisi cittadina occhi puntati sulla società d’ambito

sabato 20 Marzo 2010 - 00:40

Il Collegio dei Revisori a lavoro sui bilanci 2004 e 2005. Si attende l'insediamento di Santalco e Trovano nella STO. Altro passaggio: l'individuazione del soggetto che dovrà redigere la relazione da inviare all'Authority per l'ok all'affidamento del servizio ad un società in house, spa a capitale pubblico. I prossimi passi per sbloccare la gestione integrata dell'acqua sul territorio provinciale...

La recente crisi idrica che ha colpito la città di Messina ha contribuito a riaccendere i riflettori sull’Ato idrico 3, la società di gestione che dovrebbe occuparsi, secondo la rivoluzione normativa che sarebbe dovuta avvenire con l’applicazione della legge Galli, della gestione integrata nel territorio provinciale.

Una struttura condotta per anni in maniera fallimentare, ma che sotto la guida del presidente della Provincia Nanni Ricevuto sta provando a venire fuori dal guado dell’immobilismo in cui era caduta, per chiudere i conti con il passato ed attivare un’organizzazione che possa dare forma ad un servizio fondamentale per la popolazione.

Una società d’ambito che dovrebbe occuparsi, attraverso la Segreteria Tecnico-Operativa, tra le altre cose, di gestire ingenti finanziamenti per nuove opere infrastrutturali, su tutte depuratori e condotte idriche. Questioni fondamentali considerando i recenti problemi nati dalle frane che hanno isolato Messina da Fiumefreddo, ma via via collegate anche a disagi di varia natura che si registrano sul territorio.

Un nodo da sciogliere è quello dei conti. Attualmente i Revisori, insediati da qualche settimana, sono a lavoro sui bilanci degli anni passati. Precisamente il Collegio sta studiando in questa fase il Consuntivo 2004 e il Previsionale 2005. Al termine dell’analisi la relativa relazione sarà trasmessa al presidente Ricevuto. Parrebbe che siano diversi i -punti oscuri- riscontrati, circostanza che avrebbe fatto ritardare l’ultimazione del lavoro. Una questione importante per l’Ente Provincia, in virtù delle ingenti somme anticipate dallo stesso e che i singoli comuni dovrebbero in qualche modo restituire. Una questione cruciale per la stessa società d’Ambito, ancora in attesa dell’insediamento di Giuseppe Santalco e Santi Trovato, rispettivamente Dirigente responsabile e Dirigente alla Pianificazione e Controllo già designati della STO. I prossimi passi della società d’ambito passano soprattutto da loro.

Si attende poi che la Provincia avvii le procedure ad evidenza pubblica per l’individuazione di un soggetto, privato o studio professionale, in grado di redarre una relazione sul contesto territoriale dal punto di vista economico, pubblico e sociale da inviare all’Authority, che dovrà esprimersi sulla possibilità di puntare sull’affidamento del servizio ad una società in house, spa a gestione pubblica. Nel caso in cui la stessa dovrebbe essere accolta, si procederà con un ulteriore bando ad evidenza pubblica per individuare la società di gestione. L’ipotesi profilata, apparentemente condivisa fuori dagli schemi ufficiali dall’assemblea dei sindaci, va in direzione di una società che nasca dalle -ceneri- della MessinAcque, nella quale dovrebbero essere integrate società come l’Amam e altre che operano nei singoli distretti.

Il consigliere del Pd Pippo Rao aveva intanto chiesto per ieri l’audizione in seconda commissione consiliare dei Revisori, per avere prontezza dello stato contabile ed economico dell’ente, e soprattutto della gestione in questi anni dell’Ato Idrico, ed insieme a loro, aveva chiesto l’audizione del Presidente della Provincia, che è anche presidente dell’ATO, per conoscere programmi e progettualità. Seduta però, al quale nessuno degli invitati ha partecipato.«La preoccupazione è che si voglia continuare ad ignorare che la gestione dell’acqua è elemento fondamentale per il territorio – ha commentato Rao -, e che si possono continuare a perdere opportunità e risorse che ci renderanno sempre vulnerabili nelle infrastrutture idriche e con modelli antieconomici e poco adeguati di gestione. L’acqua non può essere oggetto di mercato, ma neanche motivo di spartizioni politiche, perché con la gestione inefficiente del “sistema acqua” muore il territorio».

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED