Ato Idrico: fallito il primo tentativo di approvazione dei bilanci “fermi” dal 2004

Ato Idrico: fallito il primo tentativo di approvazione dei bilanci “fermi” dal 2004

Ato Idrico: fallito il primo tentativo di approvazione dei bilanci “fermi” dal 2004

giovedì 29 Luglio 2010 - 23:06

I conti della società d’ambito, dopo l’analisi del collegio dei Revisori dei Conti, dovranno ottenere l’ok dall’assemblea dei sindaci, che ieri non ha raggiunto il numero legale per dichiarare aperta la seduta. Un passaggio fondamentale soprattutto nell’ottica del reperimento di importanti risorse

Rinviata al prossimo 10 agosto l’assemblea dei sindaci dell’Ato3 idrico Messina, riunitasi ieri mattina senza però raggiungere il numero legale (presenti 35 sindaci su 108). L’incontro era stato convocato principalmente per l’approvazione dei bilanci della società d’ambito, fermi al 2004 e reduci dal lungo e attento esame del collegio dei revisori dei conti, ultimato qualche giorno fa. Nello specifico all’ordine del giorno erano stati inseriti: Consuntivo 2004, preventivo e consuntivo 2005-2006-2007-2008-2009, preventivo 2010.

Quello dell’approvazione dei bilanci, passaggio ritardato per anni proprio per la mancanza del collegio dei revisori, la cui composizione è stata definita lo scorso dicembre grazie all’ottima opera mediatrice di Ricevuto, è fondamentale soprattutto nell’ottica del reperimento di importanti risorse. Nel dettaglio si punta all’accordo di programma quadro per i depuratori e ai 249milioni di euro, tra fondi pubblici e stanziati dal futuro soggetto gestore, la cui destinazione è ancora da sottoscrivere nell’ambito del nuovo Apq 2007/2013.

Oltre ai conti, previsti all’ordine del giorno due punti. Il primo riguardava la modifica dell’art.4 del vigente regolamento per il servizio di economato (riduzione possibilità di spesa senza deliberazione), l’altro la definizione degli obiettivi gestionali della segretaria tecnica operativa per l’anno 2010. Nonostante i numeri insufficienti per dichiarare aperta la seduta di ieri, il presidente della Provincia è comunque intervenuto in termini “ufficiosi”, illustrando i risultati raggiunti dalla S.T.O. e gli obiettivi prossimi della società d’ambito.

Nello specifico Ricevuto ha informato i sindaci dell’avvio di tutta una serie di consultazioni con gli organi competenti regionali e nazionali, al fine di verificare l’ipotesi dell’affidamento ad una società in house del servizio integrato della gestione dell’acqua. La segreteria tecnica operativa ha avviato le procedure ad evidenza pubblica per l’individuazione di un soggetto (gruppo di lavoro o studio professionale), in grado di redigere una relazione sul contesto territoriale dal punto di vista economico, pubblico e sociale da inviare all’Authority, che dovrà esprimersi sulla possibilità di puntare sull’affidamento del servizio proprio ad una società in house, spa a gestione pubblica. Nel caso in cui la stessa dovesse essere accolta, si procederà poi con un ulteriore bando ad evidenza pubblica per individuare la società di gestione.

L’ipotesi profilata, apparentemente condivisa fuori dagli schemi ufficiali dall’assemblea dei sindaci, va in direzione di una società che nasca dalle -ceneri- della MessinAcque, nella quale dovrebbero essere integrate società come l’Amam e altre che operano nei singoli distretti.

Ma come detto il primo passaggio è rappresentato dall’analisi del mercato prevista dall’avviso esplorativo (di natura puramente istruttoria, finalizzato alla raccolta dati), che sarà volta ad accertare se sussistono le situazioni eccezionali che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, ed in presenza delle quali è consentito, sulla base dell’art.23 bis del D.L. n. 112/2008, procedere all’affidamento in -house providing- del Servizio Idrico Integrato.

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