Caso Servizi sociali, raffica di reazioni dopo la bufera. Oggi Buzzanca revocherà i contributi alle associazioni

Caso Servizi sociali, raffica di reazioni dopo la bufera. Oggi Buzzanca revocherà i contributi alle associazioni

Caso Servizi sociali, raffica di reazioni dopo la bufera. Oggi Buzzanca revocherà i contributi alle associazioni

giovedì 27 Gennaio 2011 - 01:59

Sindacati, partiti e anche uno degli “interessati”, Paolo Saglimbeni, commentano quanto accaduto. Stamani riunione di giunta convocata d’urgenza dal sindaco

Il caso scoppiato al Comune per la concessione di contributi “a pioggia”, destinati ad associazioni sociali facenti riferimento in maniera bipartisan a consiglieri comunali e rappresentati vicini a partiti, ha ovviamente generato reazioni a catena tra gli stessi protagonisti della vicenda, rappresentati politici e sindacali. In primis, ovviamente, le già riportate dimissioni dell’assessore Pinella Aliberti, che ieri ha comunicato la propria decisione con una lettera inviata al sindaco Buzzanca, all’interno della quale sono anche spiegate le motivazioni (vedi articolo 1 correlato in basso). Il primo cittadino ha preso atto della scelta, che va comunque apprezzata perché finalizzata a fare chiarezza sulla vicenda e in rapporto a contesti in cui si fa di tutto a rimanere incollati alla poltrona. Buzzanca ha poi chiarito di «non essere stato messo a conoscenza dei contenuti delle determine del dipartimento dei servizi sociali relativi a contribuzioni di progetti, nonostante la legge preveda tale informativa». Alla luce di tali considerazioni il sindaco ha aggiunto di avere già disposto accertamenti sui contenuti dei provvedimenti e sulle somme stanziate e non ancora erogate, prevedendone anche la revoca in autotutela (che dovrebbe arrivare nel corso della seduta di giunta di stamani). In ogni caso alcune associazioni hanno presentato formale rinuncia al contributo del Comune.

Ad esprimersi su quanto accaduto (vedi articolo 2 correlato in basso) il segretario comunale del Partito Democratico, Giuseppe Grioli. Il Pd ha contribuito a fare emergere alcuni aspetti della condannabile vicenda con l’intervento di David e Vaccarino, ma in qualche modo si trova anche in discussione per la posizione di alcuni suoi rappresentanti. «Corre l’obbligo da parte della segreteria cittadina – si legge in una nota -, segnalare che il partito è estraneo a sollecitazioni o sponsorizzazioni di progetti ad associazioni. La linea politica del Pd è quella di esercitare a Palazzo Zanca un’azione chiara ed intransigente di opposizione e soprattutto costruttiva per il bene della città». Grioli ha convocato ieri i consiglieri comunali del partito, i quali avrebbero escluso ogni interesse personale di qualsivoglia natura nell’attività delle associazioni beneficiarie dei suddetti contributi, anche se le determine sembrerebbero dire altro.

«La segreteria Comunale – aggiunge Grioli – manifesta forte contrarietà per il metodo utilizzato. E’ evidente che senza un bando pubblico ed una valutazione tecnica dei progetti presentati, il finanziamento si traduce in una distribuzione a pioggia. E’ questo il punto che desta maggiore scandalo in quanto in un momento di crisi che colpisce gli utenti dei servizi sociali ed i lavoratori del settore, vengono spese somme considerevoli per progetti la cui valenza sociale è tutta da verificare. Così come è tutta da verificare la valenza dei numerosi contributi concessi dal Sindaco attraverso le sue numerose deleghe. Apprendiamo delle dimissioni dell’assessore Aliberti e della stucchevole reazione del Sindaco che afferma di non sapere nulla di tali contributi. Forse ha scelto di sacrificare l’Assessore certamente responsabile del settore per lavarsi le mani e non assumersi le proprie responsabilità? Il capo dell’amministrazione non può dire di non saperne nulla».

Paolo Saglimbeni, uno degli interessati alla vicenda, oltre a chiarire la propria posizione, afferma che la «Aliberti dovrà dimostrare che, non solo per il progetto da me ingenuamente presentato con tanto di firma (a dimostrazione della mia più totale buona fede), ma per tutti i progetti finanziati, non si tratta né di regalie, né di clientele, né di sprechi, fenomeni degenerativi contro i quali ho sempre combattuto». Per il coordinatore provinciale dell’Alleanza per l’Italia Giuseppe Chiofalo le «dimissioni odierne dell’assessore Aliberti sono un’atto di pulizia e grande moralità anche se fatte con grave ritardo». Lo stesso rappresentante dell’Api poi continua: «Non c’era bisogno che la notizia venisse fuori per dimettersi ma bisognava evitare che questa vergogna accadesse. Adesso tocca al sindaco Buzzanca dare le sue dimissioni perché nessuno puo’ credere che “non poteva non sapere” e soprattutto ci aspettiamo che quelle cooperative sociali che siano morose nei confronti dei lavoratori non vengano ammesse a partecipare alle nuove gare».

Questo il commento del segretario cittadino di Italia dei Valori, Salvatore Mammola: «Il sindaco di Messina ha dichiarato di «non essere stato messo a conoscenza dei contenuti delle determine. Mi chiedo di quante altre cose non è stato, non è e non sarà a conoscenza. Se tutto “fosse filato liscio” i soldini avrebbero preso la strada dei conti correnti delle “importantissime” associazioni”. Buzzanca faccia un bel gesto, segua l’esempio dell’assessore Aliberti, abbia uno scatto di dignità ed orgoglio e permetta alla nostra Messina di tornare a vivere». «E’ impensabile – chiosa Antonino Alessi, segretario provinciale dell’IdV – che la procedura adottata, non prevedendo l’avviso pubblico,abbia di fatto escluso tante associazioni sociali e di volontariato che da anni realmente sono presenti sul territorio e svolgono con serietà la loro opera». «Esigiamo – conclude il consigliere provinciale Maurizio Palermo – che si faccia luce su quanto accaduto ed invitiamo l’intero consiglio comunale a chiedere l’istituzione di una commissione speciale d’inchiesta per acquisire tutto il materiale relativo ai contributi erogati da parte di tutti gli assessorati».

Commenti sono giunti anche da alcuni rappresentanti sindacali. Il segretario generale della Fp Cgil Clara Crocè parla di “vergogna” soprattutto se rapportata alla situazione dei lavoratori dell’ex cooperativa Futura: «Mentre questi ultimi sono stati costretti a fare i decreti ingiuntivi al Comune per ottenere il pagamento di stipendi maturati avverso i quali il Comune ha addirittura fatto opposizione, scopriamo che somme ben più consistenti siano state oggetto di regalie natalizie».

Per la Cgil interviene anche il segretario generale Lillo Oceano, per il quale le dimissioni di Pinella Aliberti non sono sufficienti: «Se vogliamo estirpare la mala pianta della logica clientelare dell’utilizzo privato del denaro pubblico, è necessario questa volta andare fino in fondo, individuando tutti i responsabili». Per il rappresentante sindacale è necessario accertare il ruolo del sindaco, degli assessori, dei consiglieri, dei dirigenti comunali e degli amministratori delle cooperative. Per Oceano ci sono domande alle quali devono essere date risposte chiare, direttamente se possibile. «Le modalità con cui vengono utilizzate le risorse pubbliche sono decisive della qualità della vita e della democrazia di una comunità. Forse è per questa ragione che alcune classifiche, stilate sulla scorta di inchieste giornalistiche come quella del Sole 24 ore, restituiscono, a volte, un risultato più libero e più in sintonia con il comune sentire delle persone. Negare diritti ad alcuni per elargire contributi a destra e manca, usare i soldi che dovrebbero aiutare i soggetti più deboli, o garantire servizi a tutti i cittadini, per finanziare la casta è, se non altro, responsabilità politica grave».

L’Orsa invece, pur non volendo entrare nel merito della questione, ha posto l’indice sullo stato dei quaranta lavoratori disagiati impiegati nella cura del verde cittadino, mobilitati per rivendicare garanzia di continuità occupazionale e salari dignitosi. Diretta la presa di posizione del segretario generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese: «La gestione della cosa pubblica, sempre ma ancor di più oggi in un contesto di crisi e di minori risorse, obbliga a orientare bene, con oculatezza, ogni centesimo disponibile. Chi amministra sia trasparente e non si metta nelle condizioni di essere accusato per possibili interessi e per probabili conflitti».

Chiara anche la posizione del Cesv che parla per voce del presidente Antonino Mantineo: «L’amministrazione comunale adotti criteri trasparenti e, dopo aver revocato la determina, destini i 300mila euro alla ristrutturazione di un bene confiscato alla mafia da utilizzare per l’avvio di una Casa del Volontariato a Messina. Prima di tutto vorremmo conoscere l’elenco completo delle associazioni beneficiarie. Da quello che è emerso sui giornali, ci sembra che prevalentemente si tratti di associazioni fittizie, collegate a uomini politici. Ci chiediamo dunque – sottolinea il presidente del Cesv Mantineo – perché non siano stati adottati criteri oggettivi e trasparenti, per dare sostegno a progetti socialmente rilevanti, e non legati alle logiche dell’amicizia e della conoscenza. Ci domandiamo anche perché non sia stato applicato il regolamento comunale, che non ci sembra sia stato revocato e che disciplina la materia, prevedendo contributi per progetti sociali davvero significativi, secondo criteri di trasparenza e oggettività».

(E.R.)

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