Si chiude il caso Conti: il consigliere ha saldato. E l’aula è tornata a discutere sui “canterini”

Si chiude il caso Conti: il consigliere ha saldato. E l’aula è tornata a discutere sui “canterini”

Si chiude il caso Conti: il consigliere ha saldato. E l’aula è tornata a discutere sui “canterini”

mercoledì 16 Febbraio 2011 - 09:15

L’esponente del Pdl ha sanato la sua posizione pagando il debito di 67 mila euro al Comune. Votate favorevolmente, ma con polemica, le delibere sui gruppi folk di interesse comunale

Titoli di coda sul caso di Carmelo Conti. Sul consigliere comunale di “Forza Azzurri” pendeva la spada di Damocle della decadenza, dopo che il prefetto aveva chiesto chiarimenti al presidente del consiglio comunale circa una possibile incompatibilità di Conti con il ruolo di consigliere, appunto. Il rischio decadenza si era manifestato in seguito alla causa persa da Conti al tribunale civile di Messina nel settembre scorso, in cui l’attuale consigliere comunale di area Pdl era stato condannato a pagare, nelle vesti di ex presidente dell’associazione culturale “Valle degli Angeli”, ben 67 mila euro a Palazzo Zanca. Già lunedì Conti aveva versato 42 mila euro nelle casse del Comune, impossibilitato a saldare il resto perché 25 mila euro erano stati pignorati da terzi creditori del Comune. Ieri, invece, Conti ha versato anche i 25 mila euro, sanando, secondo molti, la sua posizione. Questa la linea passata anche in consiglio comunale, dove, pur tra le perplessità di qualcuno (in aula c’era anche il primo dei non eletti di “Forza Azzurri”, Nicolò Cannavò, attuale revisore contabile dell’Ato3), il presidente Pippo Previti ha ritirato la delibera che, se approvata, avrebbe avviato il procedimento che si sarebbe potuto concludere, appunto, con la decadenza di Conti.

Archiviato il caso Conti (ieri assente, ovviamente) e archiviata la brutta “storiaccia” dell’oscuramento web della seduta (quella di ieri sera è stata regolarmente trasmessa, come si è premurato di sottolineare Previti), il consiglio comunale è tornato a discutere, e a litigare, sulle delibere dei canterini e dei gruppi folk da riconoscere di interesse comunale. La diatriba è sempre la stessa: perché la possibilità di accedere a questa speciale graduatoria non è stata data a tutti ma solo ai gruppi “contattati” dal Comune? E perché in alcune delibere è stato allegato il curriculum (ma solo dopo la polemica di qualche consigliere) e in altre no? Insomma, i soliti pasticci di questo consiglio comunale. Che comunque ha votato favorevolmente tutte le delibere rimanenti (per i gruppi “Colapesce”, “I Picciotti Missinisi”, “I Cariddi”, “Mata e Grifone”, “La Madonnina”, l’ultima volta era toccato ai “Canterini Peloritani”, è andata male, invece, ai “Piccoli Canterini Peloritani”) prima del rompete le righe con vista Sanremo (o San Siro).

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