Il coordinamento organizzativo della manifestazione avrebbe fatto intendere di non vedere di buon occhio la presenza di Fare Verde e Quo Usque Tandem, associazioni di centrodestra nelle quali l’ex consigliere comunale milita: «Il mio impegno rimane a disposizione di quanti vorranno avvalersene»
Con una lettera aperta e diretta l’ex consigliere comunale Francesco Rizzo, attualmente componente del Cda dell’Ente Teatro di Messina, spiega i motivi che lo spingeranno a non prendere parte alla manifestazione di questo pomeriggio contro la costruzione della grande opera che dovrebbe unire le due sponde dello Stretto, organizzata della ReteNoPonte.
Ciò sebbene la sua posizione e quelle delle associazioni che a lui fanno riferimento, di matrice politica di centrodestra, siano da sempre in totale disaccordo con la realizzazione del collegamento stabile.
«In merito alla manifestazione contro il Ponte sullo Stretto dell’1 dicembre – scrive – , rompendo ogni indugio, mi preme osservare quanto segue. In primo luogo, per fugare ogni dubbio in merito, considerato che vengo spesso interpellato sul punto, mi preme ribadire la contrarietà nei confronti dell’opera, che ho manifestato sia in piazza, con le conseguenze che qualcuno forse ricorderà, che nella sede istituzionale. Tale posizione nasce da uno studio, ritengo approfondito, che ho condotto prima quale co-estensore della relazione firmata dagli ex consiglieri comunali Gaetano Giunta e Carmelo Briguglio, e successivamente quale presidente della commissione “Grandi opere, Ponte sullo Stretto e Programmi Complessi”, ed attiene soprattutto alla insostenibilità ambientale ed economica dell’opera. Per converso, ho trovato sempre affascinante e futuribile il punto della fattibilità tecnica. Ebbene, non ho mai perso occasione per esternare il mio pensiero, che presto è stato condiviso dalle associazioni in cui milito (Fare Verde e Quo Usque Tandem), come da molti cittadini, e che culminò, peraltro, con un referendum-comizio, in piazza dell’Angelo al Faro, nel luglio 2004».
Il passaggio alla “questione politica” è naturale. E proprio ragioni “di bandiera” avrebbero determinato quanto Rizzo spiega in conclusione: «La mia posizione è stata accettata anche dai vertici del partito in cui militavo (Alleanza Nazionale), e del partito del quale mi pregio essere fondatore, il P.d.L. – continua Rizzo -. Ciò perché è stato riconosciuto lo sforzo intellettuale effettuato dalla mia comunità di appartenenza e la schiettezza della posizione politica assunta, benché nettamente controcorrente. Oggi, mi trovo a dover disertare, malvolentieri, il corteo di cui sopra. Ciò perché il coordinamento organizzativo ha fatto sapere che la presenza di Fare Verde e Quo Usque Tandem non è gradita. Ma non solo, perché l’unico simbolo ammesso, mi risulta dal tam tam telematico, sarà la falce e martello (che ho da sempre ammirato ma mai condiviso) perché sono reo di essere fascista, deportatore di migranti e perché sono cofondatore del P.d.L. Perché mi risulta che coloro che reputavano necessaria la presenza di tutte le sigle al corteo sono stati espulsi dal coordinamento. Pertanto non parteciperò al corteo, ma il mio impegno rimane a disposizione di quanti vorranno avvalersene». (ER)
