Oggi il presidente della Provincia dovrebbe discutere con la giunta “dell’organismo” di controllo. L’ass. Monea: «Chiarezza senza strumentalizzazioni». I consiglieri determinati a “riprovarci” dialogando con la maggioranza, ampliando il raggio a tutti gli interventi sulle arterie secondarie
A palazzo dei Leoni non si è ancora chiuso il capitolo della commissione d’inchiesta sul Piano Strade. Dopo il flop in consiglio provinciale con la mancata approvazione dell’istituzione della commissione stessa e le polemiche che sono seguite al passaggio in aula, bisognerà trovare adesso un punto d’incontro tra la volontà del presidente Nanni Ricevuto, che la scorsa settimana aveva annunciato di volere prendere lui in mano le redini della situazione, e quella dei promotori dell’iniziativa.
L’Amministrazione oggi, secondo quanto annunciato, dovrebbe confrontersi sull’argomento nella riunione di giunta programmata per la tarda mattinata. L’idea di massima è quella di costituire un “organismo” non ancora ben definito, in grado di allontanare eventuali nubi sui lavori fin qui eseguiti sulle strade provinciali e più in particolare quelli del Piano Strade, facendo anche leva su esponenti dell’opposizione. In questo caso, si potrebbe assistere alla nascita di un “ibrido” politico-amministrativo, una sorta di commissione Attali delle strade provinciali, certamente diversa da quanto previsto dallo Statuto dell’ente e dal Testo unico degli enti locali, che invece su questa materia (la costituzione di commissioni d’inchiesta) assegna competenza esclusiva al consiglio provinciale. Proprio per questo, sul fronte opposto, i consiglieri sono intenzionati a rilanciare la proposta, pur modificandola. Il regolamento, infatti, non permette di presentare una seconda volta una delibera già bocciata, o almeno non con lo stesso “vestito” di quella precedente. «Pensiamo di modificare l’idea iniziale – spiega Maurizio Palermo di Italia dei Valori, originariamente designato a presiedere la commissione d’inchiesta – ampliando l’oggetto del monitoraggio della commissione stessa a tutti gli interventi riguardanti le strade provinciali e non solo quelli inseriti nel cosiddetto Piano Strade. Per oggi è stata convocata la terza commissione consiliare per discutere del protocollo d’intesa tra la Provincia e l’Ordine degli ingegneri, speriamo nella presenza del presidente, in modo da poterci confrontare con lui, alla luce degli annunci della scorsa settimana».
In questo continuo evolversi della situazione bisognerà capire come si comporteranno i consiglieri di maggioranza. Anche perché, seppur bollata come iniziativa dell’opposizione, va ricordato che l’idea di istituire una commissione d’inchiesta aveva trovato i favori anche di parte del centrodestra. Alcuni consiglieri del Pdl e l’Udc al gran completo avevano sottoscritto la proposta di costituzione, salvo poi mancare all’appuntamento col voto (dei centristi, ad esempio, hanno votato sei su nove, mentre ha fatto discutere l’astensione si Bivona, Pdl-Beninati). «Io non ho messo il naso negli affari del Consiglio», ha giurato Ricevuto, che ha poi aggiunto di non sapere nulla di questa “storia”. Ma qualcosa, questo è certo, dev’essere cambiato nelle intenzioni di molti esponenti del centrodestra. «Ritengo che alcuni consiglieri si siano resi conto, in prossimità della votazione, di stare per costituire qualcosa di inutile», è la chiave di lettura di Lino Monea, assessore ai Lavori pubblici, chiamato in causa da Ricevuto per collaborare alla “gestazione” di questo nuovo, ancora solo ipotizzato organismo. «Da ex consigliere, nonché da ex presidente del Consiglio – aggiunge – non posso non ricordare come già in condizioni ordinarie, ad esempio nelle commissioni già esistenti, i consiglieri siano perfettamente nella possibilità di reperire qualsiasi informazione. Io stesso, più volte, sono stato chiamato a partecipare, consegnando le documentazioni che di volta in volta mi venivano richieste». Lo stesso non sarebbe avvenuto, secondo quanto hanno più volte reclamato in maniera bipartisan i consiglieri, con i vari dirigenti di Palazzo dei Leoni. «La politica – conclude Monea – ha un ruolo e deve rispettarlo. Secondo me qualcuno che pensava di trovare chissà cosa, rimarrà deluso. Ad ogni modo fare chiarezza è sempre opportuno ed è questo il nostro obiettivo. Senza strumentalizzazioni».
Strumentalizzazioni o meno, una cosa è certa: il problema delle strade provinciali esiste e qualcosa va fatta. Nei modi e nei termini opportuni, senza alzare i toni e soffermandosi sui reali problemi. Lo chiedono i cittadini, lo chiede chi ogni giorno attraversa arterie rese impraticabili da questo o quell’evento, naturale e non. Un’emergenza che ci viene ricordata (e viene ricordata a chi di dovere in quel di Palazzo dei Leoni) dalle tante segnalazioni che da più parti sono provenute, anche nelle ultime settimane (vedi gli allegati in download, solo a titolo esemplificativo). Intervenire è fondamentale, ma non basta. Intervenire bene è ancora più importante. Ed è proprio questo in senso che la commissione d’inchiesta avrebbe avuto un senso.
Emanuele Rigano – Redazione
