L’Amministrazione Buzzanca ha raddoppiato, nell’agosto 2008, i componenti del collegio interno ma continua ad affidarsi spesso e volentieri a legali esterni. Calabrò (Pd): «…e i nomi sono sempre gli stessi»
Secondo il dizionario italiano paradosso è quella “affermazione che è o sembra in contrasto con il giudizio comune, incredibile”. Ecco, allora, che il Comune di Messina ci offre quello che pare proprio un paradosso. Come altrimenti definire la scelta di distribuire a pioggia incarichi legali ad avvocati esterni quando lo stesso Comune, la stessa Amministrazione, ha incrementato, anzi, raddoppiato il numero degli avvocati interni, i componenti del collegio di difesa, molti dei quali ricevono meno incarichi di alcuni esterni? Un paradosso, appunto. Che suscita osservazioni polemiche nell’opposizione. Il coordinatore dei consiglieri comunali del Pd, Felice Calabrò, non è tenero sull’argomento. E spiega che in occasione delle scorse sedute di Giunta, rispettivamente dell’11, 25 e 31 marzo 2011, l’esecutivo ha deliberato conferendo numerosi incarichi ad avvocati non facenti parte né del collegio di difesa né dello staff dell’Avvocatura comunale. «A tal proposito – afferma l’esponente del Pd – mal si comprende se stiamo assistendo ad una inversione di rotta, rispetto ai propositi paventati qualche anno fa, o, ancor peggio, ad una strategia che sembrerebbe volta a favorire clientele». Calabrò ripercorre alcune tappe: «Il 29 agosto 2008 la Giunta ha quasi raddoppiato il numero dei componenti del collegio di difesa del Comune di Messina, da 8 a 15 componenti, nonché il relativo compenso spettante loro da mille euro a 1.500 euro mensili, oltre Iva e Cpa. A sostegno di tale scelta, si ribadisce non condivisa da questa opposizione in quanto ritenuta assolutamente deficitaria per le casse comunali, il primo cittadino evidenziò l’assoluta necessità di aumentare il numero dei citati componenti, stante la mole di giudizi intentati avverso il Comune di Messina. Tuttavia, l’argomento de quo divenne, nuovamente, attuale in occasione della delibera di Giunta del 9 febbraio scorso, con la quale si adottò il nuovo regolamento organico del collegio di difesa, strumento con il quale si dovevano regolare anche gli incarichi esterni, mediante la costituzione di un albo, nonché a mezzo la previsione di una rigida proporzione tra incarichi interni ed esterni. Tuttavia, e guarda caso, l’entrata in vigore del citato regolamento è stata procrastinata».
Quali le conseguenze? «Oggi – spiega Calabrò – al fine di “imprimere all’azione amministrativa funzionalità, efficacia ed economicità”, per usare proprio le sue parole, il sig. sindaco, invece di proseguire l’iter intrapreso e tanto tenacemente difeso, continua ad affidare incarichi a soggetti esterni, o meglio sempre agli stessi soggetti esterni. Oltre al danno la clamorosa beffa! Il Comune di Messina, infatti, ha speso nell’ultimo anno circa 200 mila euro in più a causa dell’aumento del numero dei componenti il Collegio di Difesa e dei compensi, ma, nel contempo, continua ad assegnare pratiche legali all’esterno». Lecito porsi delle domande: «Qual è l’obiettivo da raggiungere? Qual è l’interesse dell’Ente? Quale il beneficio ottenuto? Perché strutture quali il collegio di difesa e l’Avvocatura comunale, non sono utilizzate come effettivamente dovrebbero? L’inversione di rotta sembrerebbe dipendere più da dinamiche clientelari che da scelte oculate finalizzate al perseguimento dell’interesse collettivo. Del resto, si rammenta – documenti alla mano (casualità?) – i nomi che si susseguono sono sempre i medesimi».
