Documento sottoscritto dal capogruppo Capurro e da altri sei esponenti del partito di maggioranza. Si denuncia uno scollamento tra amministrazione e consiglio comunale e si chiede, nemmeno tanto tra le righe, un rimpasto della giunta. Domani vertice col sindaco, intanto si riparla dei coordinatori del partito: i nomi sono quelli di Corona e Garofalo
Si metta un punto e si vada accapo. Alla vigilia della stagione più delicata, politicamente parlando, per Palazzo Zanca, con due bilanci da approvare e importanti responsabilità da assumere, i consiglieri comunali del Pdl chiamano in causa il sindaco Giuseppe Buzzanca e la deputazione regionale e nazionale, in attesa che vengano nominati i coordinatori provinciale e cittadino del partito (i nomi più in voga, al momento, sono rispettivamente Roberto Corona ed Enzo Garofalo). L’invito è a cambiare rotta, a modificare il registro, perché se oggi il Pdl in consiglio comunale somiglia più ad un’armata Brancaleone che ad un gruppo di maggioranza, alla base c’è una scollatura evidente tra il consiglio stesso e la giunta, giunta che i pidiellini chiedono di rivedere con un rimpasto. Tutto questo è sintetizzato in un documento, firmato da Pippo Capurro, capogruppo, Angelo Burrascano, Nino Spicuzza, Giovanni Crocifera, Giovanna Crifò, Pietro Iannello e Peppe Chiarella. Non l’hanno sottoscritto i “brigugliani”, i nemici “giurati” di Buzzanca: il motivo è che chi in queste settimane ha frequentato i corridoi di Palazzo Zanca, sa che quel documento avrebbe potuto essere molto più pesante. Le richieste iniziali erano tre: azzeramento della giunta, rimodulazione dell’ufficio di presidenza del consiglio comunale, autosospensione dei consiglieri del gruppo Pdl. Oggi i toni sono più morbidi ma comunque politicamente rilevanti. E i nodi dovrebbero venire al pettine domani sera alle 19, quando Buzzanca, a quanto pare, si confronterà (finalmente) coi consiglieri del suo partito.
I consiglieri partono da uno slogan, quello che ha accompagnato la campagna elettorale di due anni fa: “Rialzati Messina con Buzzanca sindaco!”. «Sono passati oltre due anni – si legge – e non è più tempo di slogan, piuttosto è tempo di consuntivi e di riprogrammazione dell’attività politica. Purtroppo alcuni disastri ed imprevedibili eventi hanno cambiato l’agenda politico-amministrativa dell’amministrazione Buzzanca ma è mancato anche la giusta attenzione del governo regionale e nazionale». Consuntivi, dunque: «Molte cose sono state fatte: è stato evitato il dissesto finanziario, stante la pesante eredità dei conti comunali che imbarcano acqua soprattutto dalle società partecipate, la soluzione all’annosa questione degli svincoli, l’avvio delle procedure per il completamento di Tremestieri, l’avvio di una rivisitazione del Prg e l’istituzione della tanto auspicata tassa di attraversamento fortemente voluta dal consiglio comunale».
Ma… di solito a preamboli del genere segue sempre un ma. «Certo – si legge – se potessimo tornare indietro non elimineremmo l’Istituzione per i servizi sociali, visto che assistiamo ad un peggioramento della qualità dei servizi erogati e ad una confusione nella quale non ci riconosciamo e non ci orizzontiamo. L’eliminazione dell’Istituzione era nel programma amministrativo, ma occorreva più lungimiranza e meno superficialità nell’affrontare un problema così importante e delicato». Breve inciso: curioso il fatto che tra i firmatari ci sia quel Burrascano autore della proposta di delibera che diede il là allo scioglimento dell’Istituzione. Ma tant’è, si può anche cambiare idea.
«La riorganizzazione della struttura amministrativa – si legge ancora nel documento – è diventata un’emergenza poiché gli indirizzi dati dal consiglio comunale su alcune importanti questioni come la gestione del patrimonio, il risanamento, un maggiore controllo sulle partecipate e una migliore utilizzazione del personale dipendente che in alcuni uffici (vedi l’Urbanistica) è carente mentre in altri e soprattutto nei quartieri abbonda in modo stridente, sono stati considerati carta straccia». E qui si arriva al nocciolo della questione, il rapporto tra la giunta (il sindaco in particolare) e il consiglio comunale: «Le divisioni vere o presunte tra i consiglieri sono state in questi anni enfatizzate dalla stampa cittadina, ma anche utilizzate da chi ha scarsa attitudine al dialogo. La mancanza di un partito strutturato e in ogni caso l’impossibilità di avere una interlocuzione costante con chi avrebbe potuto smussare gli angoli esercitando anche quella sana pratica che era lo sfogatoio di chi si sentiva di volta in volta escluso dalle decisioni o emarginato dalle stanze del potere ha determinato un distacco tra amministrazione attiva e gruppo consiliare. Distacco che vorremmo ridurre se non addirittura eliminare, con una ritrovata unità di intenti dei consiglieri che reclamano un maggiore coinvolgimento nell’attività politica amministrativa per il rilancio della coalizione di centrodestra e soprattutto del Pdl».
«Le difficoltà – aggiungono Capurro e soci – che pure ci sono state, ci sono e forse ci saranno, non si superano cambiando interlocutori politici, ma con una interlocuzione sincera e costante con chi ha condiviso il programma elettorale, magari alla presenza dei parlamentari nazionali e regionali rappresentati o meno in giunta comunale. E’ chiaro a questo punto che il gruppo consiliare del Pdl intende sollecitare il sindaco e, in attesa delle nomine dei coordinatori cittadino e provinciale, i deputati nazionali e regionali a organizzare un incontro per fare il punto sulle cose fatte e soprattutto su quelle da fare, a partire da una rivisitazione del programma per la restante parte di amministrazione e degli uomini che lo debbono realizzare». Un chiaro invito a rivedere la composizione della giunta, con un rimpasto di cui si parla quasi dal primo giorno di sindacatura Buzzanca.
«Siamo sicuri – si chiude il documento – che sia il sindaco che la deputazione sappiano cogliere pienamente il senso delle difficoltà e non si trincerino dietro il solito “allora tutti a casa”, ma una volta per tutte decidano di parlare affrontando le problematiche senza riserve mentali o peggio sperando che quello che ognuno pensa venga detto da qualcun altro». Firmato, i consiglieri “stanchi” e abbandonati del Pdl.
