Ampia la discussione in Senato dopo l’informativa del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. Intervengono anche Lumia (Pd), Giambrone (Idv) e Pistorio (Mpa)
Ampia la discussione seguita all’intervento in senato del Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, che ha relazionato sugli interventi attuati dopo l’alluvione di Messina dell’1 ottobre 2009. A prendere per primo la parola il rappresentante dell’Italia dei Valori, Fabio Giambrone: «Gran parte del territorio messinese vive un dramma che, ogni giorno di piu’, si trasforma in tragedia: continuano smottamenti e frane, ma gli unici interventi delle istituzioni si risolvono nelle troppe parole di Bertolaso e nei pochi fatti del Governo. La situazione e’ gravissima e puo’ avere serie conseguenze sociali ed economiche: basta provvedimenti tampone, servono interventi strutturali tali da garantire che non accada piu. Noi dell’Italia dei Valori – prosegue il senatore – chiediamo l’impiego di adeguate risorse finanziarie per la messa in sicurezza dell’intero territorio interessato. E’ urgente approntare poi una rete di monitoraggio meteorologico per prevedere fenomeni alluvionali e consentire l’evacuazione degli abitanti. Nel nubifragio sono morte 37 persone: chi ha responsabilita’ di governo puo’ e deve impedire che l’elenco si aggravi, approntando piani complessivi di prevenzione e recupero. Non basta affrontare l’immediata emergenza, bisogna pensare al dopo e al sempre. La maggioranza si occupa di altro ma gli interventi non sono piu’ rinviabili. Come Idv non abbasseremo la guardia, siamo vicini alla popolazione e vigileremo costantemente su quanto sara’ fatto oppure omesso».
A seguire l’intervento di Giovanni Pistorio dell’ Mpa: «A fronte dell’emergenza per l’alluvione che un anno fa costo’ la vita a 37 persone e provoco’ ingenti danni a migliaia di famiglie siciliane possiamo dire, ad oggi, di aver avuto due grandi assenti: il governo e il suo ministro dell’Ambiente. Il governo – ha denunciato l’esponente autonomista – e’ stato finora largamente inadempiente verso quella comunita’ e questo, al di la’ di tutto, lo dicono i freddi numeri: a fronte di una richiesta di interventi programmati per 320milioni di euro, ad oggi le risorse impegnate sono state meno della meta’, vale a dire 139 milioni. Di queste – prosegue Pistorio – circa un terzo di questa quota e’ ascrivibile a finanziamenti statali, mentre il resto e’ stato totalmente coperto dalla Regione siciliana. Ci preoccupa apprendere dalla relazione del sottosegretario Bertolaso – conclude Pistorio – che delle risorse necessarie per completare gli investimenti avviati per la messa in sicurezza di quei territori, pari a 181 milioni di euro, tutte a valere sulla quota regionale dei Fas, ancora non si ha la definitiva certezza della volonta’ del governo di trasferirli nelle casse della Regione Siciliana».
Gianpiero D’Alia dell’Udc: «Non ringrazio Bertolaso per quel che ha detto e per due ragioni specifiche. La prima è perché lei ha tradito l’impegno che ha assunto in quest’Aula un anno fa di occuparsi in prima persona del problema di Messina. Fino a quando questo impegno lo ha assunto il Presidente del Consiglio e lo ha disatteso, poiché siamo abituati agli spot e alle promesse non mantenute dell’onorevole Berlusconi, a noi poco importa. Ma quando lei, che è uno stimato professionista e tecnico della materia, assume un impegno, siamo abituati a vederlo mantenuto. Non la ringrazierò anche per un’altra ragione. Questo è tempo di bilanci e nella vicenda di Giampilieri ha pesato molto, più di quanto lei non immagini, la sua dichiarazione iniziale sull’abusivismo nella nostra città. Questo ha infatti fornito – e lei ne è stato strumento inconsapevole – l’alibi a tanti, a cominciare dal Ministro dell’ambiente, per sostenere che poiché la città di Messina e quei territori avevano realizzato abusivamente delle opere, se la dovevano vedere loro, perché tutto questo era responsabilità di chi aveva consentito questa attività abusiva. Questo è stato l’alibi che ha determinato, a distanza di un anno, il risultato che è sotto gli occhi di tutti, quando in realtà, come lei sa e lo ha detto anche nella parte finale della sua informativa, con particolare riferimento alla città di Messina e in particolar modo a Giampilieri e nelle altre zone che sono state ferite dall’alluvione di un anno fa, non vi sono insediamenti edilizi abusivi, meno che mai vi sono costruzioni negli alvei torrentizi, come peraltro certificato dell’Ufficio del genio civile di Messina che, fino a prova contraria, mi sembra sia assolutamente attendibile. E lo è a tal punto, che se dobbiamo cominciare a tirare un bilancio dei fatti amministrativi e tecnici, il primo è che l’Ufficio del genio civile di Messina ha redatto 36 progetti esecutivi e cantierabili per un importo complessivo di 157 milioni di euro. Di questi 36 progetti, solo 21 sono stati autorizzati e finanziati, per un importo di 65 milioni di euro. I restanti 92 milioni di euro non si sa che fine abbiano fatto. Se poi guardiamo al ruolo che altri soggetti attuatori hanno in questa partita, dalla Protezione civile regionale alla Provincia regionale di Messina, al consorzio autostradale per la parte che riguarda la Provincia di Messina e a Rete ferroviaria italiana, compartimento di Messina, le somme complessivamente necessarie per gli interventi già programmati ammontano a circa 190 milioni di euro, dei quali non vi è alcuna traccia. La situazione viene ulteriormente incancrenita dalle nuove norme, che so che non le sono piaciute (ne abbiamo discusso in quest’Aula), con le quali sono stati previsti, al Ministero dell’ambiente, i commissari straordinari per la protezione dell’ambiente. Quindi, non bastano la Protezione civile, nazionale e regionale, la Provincia e gli altri enti attuatori, adesso c’è pure il Ministro dell’ambiente che da qualche mese, con i suoi commissari, anche nella Provincia di Messina, drena risorse che, in una logica di priorità, dovrebbero essere destinate agli interventi programmati dal Comune di Messina, dagli enti locali e dai soggetti a ciò preposti con la prima ordinanza di protezione civile. Questa è un’altra vergogna, che va a sommarsi alla circostanza che, il 17 dicembre 2009, a due mesi dalla disgrazia di Giampilieri, il CIPE ha assegnato 213 milioni di euro all’ANAS per la ricapitalizzazione della società Stretto di Messina spa e 117 milioni a RFI. Inoltre, con la legge finanziaria del 2010, sono stati assegnati 470 milioni di euro per la realizzazione del ponte sullo Stretto e per la ricapitalizzazione della stessa società. Alla luce dei fatti che sono successi e di ciò che sta accadendo, signor Sottosegretario, considerato che una settimana fa (e non un mese o un anno fa) l’autostrada Messina-Palermo è stata chiusa per tre giorni a causa di altre frane, questi sono atti criminali, che non possono più essere accettati e che non fanno onore non solo al Governo, ma neanche a lei, che io continuo a stimare ed apprezzare».
Il rappresentante del Pd, Giuseppe Lumia: «Il comportamento del governo sulla tragedia di Giampilieri è stato odioso e ingiusto. A Giampilieri ci sono stati 37 morti e nei Nebrodi pochi mesi dopo è stata sfiorata un’altra tragedia. La Sicilia ha reagito: la protezione civile siciliana, il governo regionale, le forze dell’ordine, i comitati, le comunità locali, i cittadini. Tutti si sono dati da fare. Il governo nazionale, invece, ha saputo fare solo grandi annunci mediatici e pochi fatti reali: dei fondi promessi mancano all’appello più di 400 milioni e le uniche e insufficienti risorse finora stanziate sono state prese dai fondi Fas, che già spettano alla Sicilia. Addirittura è stato toccato il massimo dell’inefficienza nominando due commissari straordinari. Infine non è stato presentato alcun piano per il riassetto idrogeologico del territorio e per uno sviluppo teso a valorizzarne le potenzialità».
Il senatore del PdL, Domenico Nania: «Meglio tardi che mai. In maniera formale e ufficiale il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Guido Bertolaso ha preso atto che, nella situazione di Giampilieri e delle zone limitrofe alla citta’ di Messina, l’abusivismo non e’ stata la causa del disastro alluvionale. Questa presa di coscienza e’ stata il primo atto per ridare dignita’ ai messinesi tutti, perche’ non ci sono e non ci possono essere vittime di serie A e di serie B. Tanto e’ stato fatto fino ad oggi per dare assistenza ai 2.054 sfollati e rimettere in sicurezza il territorio, ma tanto ancora e’ da fare, per riportare questa terra e questa popolazione alla normalita’ ed impedire che tragedie del genere si verifichino in futuro. Fondamentale, come ha detto il sottosegretario – ha proseguito -, e’ un piano serio di prevenzione e pianificazione degli interventi sul territorio, con una mappatura delle zone a rischio, ma alla base di tutto ci deve essere lineare e leale collaborazione tra le Istituzioni. Perche’, mi chiedo, il governatore Lombardo, commissario straordinario per l’emergenza, e’ tornato solo dopo nove mesi a Messina? Perche’ e’ cosi’ difficile per il sindaco di Messina, soggetto attuatore per gli sfollati, farsi ricevere dal commissario-governatore, con il quale ci dovrebbe essere leale collaborazione? Perche’ al danno della calamita’ naturale si aggiunge anche la beffa che il commissario Lombardo non si rivolge alle risorse istituzionali ed imprenditoriali messinesi, ma a soggetti e imprese soprattutto di Catania?». (ER)
