D’Alia e la smobilitazione delle Ferrovie: «Emergenza senza precedenti»

D’Alia e la smobilitazione delle Ferrovie: «Emergenza senza precedenti»

D’Alia e la smobilitazione delle Ferrovie: «Emergenza senza precedenti»

sabato 28 Febbraio 2009 - 08:33

Il senatore messinese dell’Udc interroga il Ministro dei Trasporti: «La decisione di sopprimere il servizio merci da e per la Sicilia comporterà il taglio di 300 posti di lavoro»

Le Ferrovie dello Stato continuano ad abbandonare lo Stretto, e con esso Messina e la Sicilia. L’ultima novità è la decisione di sopprimere il servizio merci da e per la Sicilia, con conseguenze gravi per tutto l’indotto occupazionale. A bacchettare il governo nazionale è Gianpiero D’Alia (nella foto), capogruppo al Senato dell’Udc, che con un’interrogazione al ministero dei Trasporti chiede di «intervenire con urgenza presso la società FS per bloccare la soppressione del servizio merci da e per la Sicilia, promuovendo un confronto con le Ferrovie per garantire alla Regione un moderno sistema di trasporti su rotaia».

«A seguito della decisione della Divisione Navigazione delle Ferrovie dello Stato di Messina – si legge nel testo dell’interrogazione – dal 25 febbraio sono state soppresse le corse finora effettuate da una nave a quattro binari nella tratta tra Messina e Villa San Giovanni. Ciò comporterà il taglio di circa 300 posti di lavoro tra dipendenti Fs e addetti alla pulizia e alla ristorazione».

«Tenuto conto – aggiunge D’Alia – che il settore si sostiene attraverso il traghettamento di merci e passeggeri, e che alla flessione di traffico in atto si aggiungono le difficoltà per la riduzione dei trasferimenti nel contratto di servizio pubblico, particolarmente accentuata in Sicilia, siamo di fronte a un’emergenza senza precedenti con conseguenze pesanti nelle aree del Mezzogiorno».

«Tutto ciò – conclude D’Alia – coincide con una situazione sociale già molto difficile per la città di Messina. Serve un intervento del Governo per rivedere una decisione che costituisce un vero e proprio disagio per i lavoratori e per le popolazioni dei nostri territori, oltre a un abbandono dei servizi, anche essenziali, nel meridione del Paese e in particolare in Calabria e Sicilia».

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