La nave -Villa- verrà usata per coprire una tratta che porta in Sardegna: «E' facile immaginare quanti ulteriori disagi creerà questa decisione»
Continua il depotenziamento di RFI nello stretto e a intervenire sulla questione è il deputato alla Camera Vincenzo Garofalo, componente della commissione trasporti.
E’ notizia di questi giorni la chiusura della struttura di navigazione che gestiva la tratta Civitavecchia-Golfo Aranci e, per assicurare il traghettamento ferroviario lungo quella rotta, RFI userà un naviglio basato e armato nell’impianto di Messina. Per far fronte alle esigenze di collegamento tra il continente e la Sardegna verrà sottratta al traffico dello stretto la nave traghetto Villa, con il conseguente depotenziamento della flotta operante su Messina.
«E’ facile immaginare – dichiara l’On. Garofalo – quanti ulteriori disagi
creerà questa decisione. Continuo a ribadire – prosegue Garofalo – che sia assolutamente urgente ed indifferibile l’intervento del Governo in merito alle problematiche di mobilità e sviluppo innescate dalle Ferrovie dello Stato in Sicilia e, in particolare nell’area dello Stretto. Come già precedentemente evidenziato in due interrogazioni parlamentari, tali aree, subiscono da anni una ingiustificabile politica di disimpegno da parte dei vertici del gruppo
FS che sta notevolmente compromettendo le potenzialità di sviluppo del territorio e l’indiscutibile diritto dei siciliani ad una mobilità efficiente. Le FS sembrano essere assillate dal risultato economico di esercizio, dimenticando che un’azienda pubblica dovrebbe preoccuparsi anche dei risvolti sociali della
propria azione,soprattutto in un momento come questo in cui vengono chiesti
sacrifici a tutti. Se il Gruppo FS vuole realizzare una rimodulazione ben venga ed anzi direi finalmente. Ma faccia attenzione a non penalizzare ulteriormente la Regione Sicilia e a rendere ancora più inefficienti i suoi servizi di trasporto: treni in primis e navigazione a seguire. Non pensi soltanto all’Alta velocità in una parte del paese ed a fare concorrenza al trasporto aereo. Pensi a rendere omogeneo il servizio in tutto il paese, pensi ad essere protagonista in una politica di trasporti integrata dove treno, aereo, mare e strada si combinano offrendo servizi sempre più efficienti e molto meno concorrenti. Tutto ciò può anche offrire un contributo all’occupazione, in particolare quella siciliana, già fortemente provata da alti tassi di disoccupazione che continua a generare un considerevole aumento della conflittualità sociale. Sono seriamente preoccupato – conclude Garofalo – e mi auguro che prima di procedere in maniera definitiva, si valutino scrupolosamente gli ingenti disagi che la tematica di cui sopra se attuata, produrrà».
