Secondo i rappresentanti del gruppo ex An a palazzo dei Leoni, serve definire una linea univoca e unitaria da seguire per non alterare gli equilibri politico-territoriali. Nel mirino sarebbe finito Pio Amadeo, attaccato da due consiglieri. Altri hanno preso le distanze
I consiglieri provinciali Massimiliano Branca, Piero Briuglia, Pinuccio Calabrò, Pino Galluzzo, Natalino Natoli, Lalla Parisi, Giovanni Princiotta, Francesco Rella, Giuseppe Saya, Enzo Testagrossa, hanno chiesto un incontro urgente con il senatore Domenico Nania e con i deputati regionali Santi Formica e Giuseppe Buzzanca, punti di riferimento locali del PdL per i rappresentanti di palazzo dei Leoni, per discutere sulle dinamiche interne al partito.
Nel documento vengono illustrate tutta una serie di ragioni per il quale il confronto sarebbe divenuto necessario, principalmente per la definizione di una linea univoca e unitaria da seguire contestualmente su tutto il territorio. «L’attenzione che viene riposta nella ricerca delle soluzioni delle tematiche territoriali è segno di costante impegno, che ritengono necessario e imprescindibile operare sinergicamente e in maniera condivisa con tutte le componenti politiche che ricoprono ruoli istituzionali e che fanno riferimento al PdL -Area Nania-Formica-Buzzanca – si legge -. Ciò al fine di non generare confusione di ruoli e soprattutto per non alterare gli equilibri politico-territoriali, creando confusione anche con gli amministratori locali di riferimento».
Un riferimento preciso è poi rivolto agli assessori provinciali, i quali devono «concordare gli interventi sul territorio con il consigliere provinciale di riferimento, che sicuramente quel territorio conosce bene e meglio essendo espressione diretta dello stesso». «Pertanto – continua la missiva -, venga stigmatizzato in maniera forte il comportamento di chi ritiene di poter agire in maniera autonoma e senza raccordo alcuno, che conseguentemente venga stigmatizzato il comportamento di quanti, consiglieri e assessori comunali che, mortificando la presenza di consiglieri provinciali e assessori provinciali, sortiscono solo l’effetto di consegnare agli altri l’immagine di un gruppo politico non coeso e come tale non forte né credibile».
Ieri mattina nei corridoi di palazzo dei Leoni sono circolati alcuni nomi nei confronti dei quali sarebbe rivolto il documento. Tra questi ci sarebbe anche l’assessore Pio Amadeo, che sarebbe osteggiato da uno-due consiglieri. Altri invece hanno nettamente preso le distanze, dichiarandosi addirittura pronti a “ritirare” la firma qualora l’attuale componente della giunta Ricevuto dovesse finire sul “patibolo politico” nel corso della riunione. (E.Rigano)
