Il sindaco commenta così l’annullamento dell’ecopass da parte del Tar del Lazio: «Entro quindici giorni l’appello, altrimenti rifarò l’ordinanza seguendo le indicazioni del giudice. Che in gran parte ci dà ragione».
E’ infuriato, Giuseppe Buzzanca. Il sindaco, pur nel ribadire che «le sentenze vanno accettate», non si dà pace. «Ho riletto dieci volte, ieri sera, quella sentenza», dice oggi nella sua stanza di Palazzo Zanca. «La cosa che mi fa più rabbia è che il giudice ci dà ragione per buona parte delle motivazioni. Ci dice che possiamo realizzare una Ztl, ci dice che possiamo farlo pure nella chiocciola di Tremestieri». Eppure l’ecopass da oggi non c’è più. «Ma non finisce qui», giura Buzzanca. Il ricorso in appello è scontato ed entro quindici giorni porterà ad un nuovo pronunciamento, stavolta da parte del Consiglio di Stato. Che potrebbe rimettere le cose a posto, ma anche confermare quanto deciso dal Tar.
E cosa succederà in quel caso? «Farò una nuova ordinanza, seguendo le indicazioni dateci dal giudice. Non finisce qui, questo è certo. Non ci piegheremo ai poteri forti, so che in tanti stanno festeggiando, in questo momento. Poi, però, qualcuno ha il coraggio di dire a me che non sono messinese e quindi non tutelo gli interessi dei messinesi. L’ecopass è stato pensato per la città, per mettere fine ad una situazione impossibile. Passate dal viale Europa fra qualche minuto, o dal viale La Farina quando c’è vento forte e Tremestieri chiude. Si può andare avanti così? Ripeto, le sentenze vanno rispettate, ma non posso non ritenerla contraddittoria in molti suoi passaggi».
Secondo il giudice, così almeno si legge fra le righe, il Comune avrebbe adottato il provvedimento più per fare cassa che per tutelare l’ambiente. «Non è così – alza le barricate Buzzanca – del resto gli incassi non li utilizziamo certo per consulenze, incarichi o quant’altro, ma per mettere in sicurezza le strade della città attraversate per quarant’anni dai tir. Per questo pronunciamento ci rimetteremo 20-25 mila euro dei soldi incassati finora, ma non è questo il punto. Il punto è che a qualcuno questo provvedimento non è mai piaciuto. E mi piacerebbe capire perché l’avvocatura di Stato non si è costituita in giudizio».
