Niente accordo su una candidatura unica a sindaco, il deputato lascia. E non verrà presentato il simbolo ufficiale
Le elezioni di Milazzo vengono guardate con grande interesse dalle segreterie provinciali dei partiti. Considerate un crocevia importante degli equilibri politici messinesi, c’è chi dice anche che da come andrà la partita milazzese si potrà dedurre qualcosa in più sui prossimi assetti della giunta Buzzanca. Per il momento la vera novità che emerge dalle amministrative mamertine, però, è tutta interna ad un partito in particolare, l’Mpa di Raffaele Lombardo. Nonostante i buoni propositi e i segnali di distensione dei giorni immediatamente precedenti al week-end del 1. maggio, non si è giunti all’accordo su una candidatura unica a sindaco. Restano in lizza in tre, Carmelo Torre, Enzo Russo e Maurizio Munafò.
La conseguenza è stata immediata: a conclusione dell’ufficio politico provinciale dell’Mpa convocato per stamani il deputato nazionale Carmelo Lo Monte, «preso atto dell’impossibilità di raggiungere una linea unica e condivisa con l’obiettivo di una candidatura unitaria in rappresentanza del Movimento per l’autonomia», ha rassegnato le proprie «immediate e irrevocabili» dimissioni, già formalizzate al commissario regionale Enzo Oliva ed al presidente Lombardo.
L’ufficio politico provinciale, inoltre, preso atto delle dimissioni di Lo Monte, ha deciso di non presentare il simbolo ufficiale dell’Mpa alle amministrative. Tre candidati, dunque, ma nessuna “investitura” ufficiale. E un vuoto pesante che andrà colmato. Anche perché politicamente e territorialmente, come emerso dalle polemiche che hanno seguito la definizione degli assetti locali nella segretaria autonomista, non sarà facile mettere d’accordo correnti e “autonomisti”.
