A chiederselo è il consigliere provinciale dell’Udc, Antonino Muscarello: «oltre un centinaio le imprese creditrici aspettano da anni di essere pagate. Le gestioni commissariali degli ultimi 10 anni invece di sanare il deficit lo hanno aggravato e politicamente hanno di fatto cancellato il ruolo dei soci fondatori»
Il dibattito sul futuro della Fiera di Messina è sempre aperto. La destinazione d’uso della cittadella ma anche l’orizzonte dell’Ente Autonomo, per il quale nei mesi scorsi si era ipotizzata la liquidazione ma che continua ad essere in vita e ad operare. Anzi rilancia le proprie attività con il commissario Fabio D’Amore alla sua guida.
Sull’argomento è intervenuto attraverso un’interrogazione il consigliere provinciale dell’Udc, Antonino Muscarello, chiedendo se all’amministrazione Provinciale, in qualità di socio fondatore che contribuisce annualmente con il trasferimento della propria quota sociale (circa 50mila euro), siano stati trasmessi i bilanci consuntivi e previsionali dell’Ente Fiera stesso, e inoltre il Business plain annunciato lo scorso 2 aprile 2009 in consiglio Provinciale dall’allora e attuale commissario Fabio DAmore, mirato al risanamento degli oltre tre milioni di euro di debiti (qualche risposta dovrebbe arrivare dalla presentazione dello screening sulle partecipate previsto per venerdì).
Non è infatti la prima volta che l’Udc a palazzo dei Leoni tratta la questione Fiera. Già nell’aprile 2009, nel corso di un’interessante dibattito in aula, il commissario D’Amore, alla presenza del presidente Ricevuto e del sindaco Giuseppe Buzzanca, aveva illustrato la situazione dell’Ente. Dal canto loro i consiglieri, con i centristi in prima fila, avevano sollecitato(vedi correlato) la valorizzare degli oltre sei ettari di spazi della cittadella fieristica, l’individuazione di attività che provengono dall’affaccio a mare e il compimento di tutti quei passi necessari per un’apertura stabile a beneficio dell’intera città. Ciò, lavorando sul rintracciamento di una nuova sede per l’Ente, per lo svolgimento delle proprie attività. Su tutte questi argomenti, come abbiamo visto nei giorni scorsi, permangono ancora diversi punti interrogativi.
A questi si aggiungono gli equilibri economico/finanziari dell’Ente Fiera. D’Amore, sempre lo scorso 2 aprile dinanzi al consiglio provinciale, aveva dichiarato che, grazie ad un piano di rientro che di lì a breve avrebbe delineato, sarebbe stato nelle condizioni di cominciare l’azione di ripianamento dei debiti, ed avrebbe elaborato progetti per attingere ai fondi FAS per un rilancio complessivo dellEnte Fiera, invitando giustamente alla concretezza tutti gli attori politici coinvolti a vario titolo nella vicenda dell’ Ente Fiera Di Messina. Un’opera di risanamento della casse certamente avviata con lo spalmamento del debito con l’Autorità Portuale per l’utilizzo delle aree, ma che per Muscarello necessita di ulteriori chiarimenti.
«Ormai da numerosi anni l’Ente Fiera Di Messina non viene più gestito dagli organi previsti all’atto della sua costituzione, vale a dire un consiglio generale ,un Presidente, una giunta ed un collegio dei revisori, ma bensì, da Commissari Straordinari, i quali si alternano tristemente dal 2 dicembre del 2000 ad oggi, visto che recentemente l’Assessore Regionale Di Mauro ha rinnovato l’incarico a Fabio D’Amore per i prossimi sei mesi – afferma il consigliere della zona jonica -. Le discutibili gestioni commissariali degli ultimi dieci anni, invece di risanare la gravissima situazione finanziaria dell’Ente, il quale continua ad operare con grandi difficoltà economiche e logistiche, hanno di fatto cancellato il ruolo politico e di programmazione dei soci fondatori, tra i quali la Provincia Regionale Di Messina, facendo, cosa ancora più grave, lievitare a dismisura i debiti dell’Ente Fiera di Messina, che ad oggi, ammonterebbero ad una cifra oscillante tra i 2 ed i 4 milioni di euro. Basti pensare che sono oltre un centinaio le imprese creditrici, che da numerosi anni aspettano di essere pagate, per tutta una serie di beni e servizi offerti all’Ente, per lo svolgimento delle poche, scarse ed improvvisate attività organizzate negli ultimi anni. Tutto ciò dimostra indiscutibilmente il totale fallimento di tutte le gestioni commissariali, le quali, invece di sanare il deficit, hanno ulteriormente contribuito all’aumento esponenziale della già gravissima situazione finanziaria».
Muscarello conclude poi facendo riferimento all’idea di “Fiera Aperta” estiva proposta qualche giorno fa attraverso le pagine del nostro sito dallo stesso D’Amore: «Apprendiamo che il commissario sta già preparando tutta una serie di apprezzabili ma insufficienti manifestazioni per il rilancio della Fiera, quali concerti ed esibizioni dal vivo, ed un grande maxi schermo per la trasmissione dei Mondiali di calcio il cinema all’aperto ecc…oltre che ovviamente la gestione della Campionaria nel mese di agosto, mentre nulla ci è dato sapere su come si intende sanare la situazione debitoria».
