Dopo il rinvio a lunedì in consiglio comunale per la “gaffe” dell’Amministrazione, alla Provincia l’aula chiede che la delibera sia supportata da un piano dell’esigenze dell’ente in campo informatico e telematico. Anche perché palazzo dei Leoni ha sempre fatto da sé. Il tempo stringe
Doppio stop. Dopo il flop di ieri in consiglio comunale, nemmeno il consiglio provinciale ha approvato questa mattina la delibera di costituzione della NewCo (interamente pubblica) che dovrebbe prendere il posto di Feluca in tutto e per tutto, assorbendo ruoli, compiti e personale. I consiglieri di palazzo dei Leoni hanno infatti rispedito in commissione la delibera, in attesa di chiarimenti sollecitati all’Amministrazione. Seduta della II commissione convocata d’urgenza alle ore 14: Amministrazione assente. Così si è scelto un nuovo rinvio per domani alle 15.30, perché il tempo stringe ed entro il 28 febbraio, salvo proroghe, dovranno essere sciolti tutti i nodi.
Ma cosa chiede il consiglio provinciale all’Amministrazione? Lo si evince da una nota approvata sempre in commissione. I componenti ritengono che la proposta debba essere supportata da «un adeguato piano delle esigenze dell’ente nel campo dei servizi informatici e telematici», accompagnato da una «manifestazione di volontà dalla quale emergano in modo chiaro i singoli servizi esistenti e gli altri che si intende istituire per il miglioramento e l’innovazione dei servizi informatici e telematici che la provincia intende esternalizzare ». Ciò sulla base di un ragionamento molto semplice. Se infatti, tra mille difficoltà e contraddizioni, il Comune ha usufruito in qualche modo di un servizio, la Provincia non ha mai tratto alcun beneficio dalla partecipazione in Feluca spa, che si prolunga dal lontano 2000.
I commissari continuano: «L’amministrazione proponente specifichi formalmente un programma di servizi nuovi e diversi da quelli che ad oggi ha gestito attraverso risorse interne e che giustifichi la partecipazione alla istituzione della detta Società. Il ruolo di indirizzo e coordinamento del politiche di un territorio così vasto come quello della provincia di Messina, giustificherebbero un’implementazione ed innovazione dei servizi informatici e telematici anche di concerto con i 108 comuni della Provincia al fine di promuovere il territorio dal punto di vista turistico e socio-economico. Per tutte queste ragioni, considerata l’esistenza nell’ente del dipartimento “Innovazione e Sistemi Tecnologici” che di fatto ad oggi gestisce il sito dell’Ente, l’albo pretorio on line, la manutenzione e riparazione di hardware e software con una spesa annua di 130.000 euro, per giustificare la costituzione della NewCo secondo i principi economicità, efficacia ed efficienza della P.A., occorre individuare un programma di nuovi servizi che l’Assessore competente Catalfamo o il Presidente della Provincia devono redigere a corredo della delibera, servizi che non possono essere gestiti da risorse interne così come risulta dalla risposta del dirigente Ing. Cappadonia al quesito posto dal Presidente. Si chiede tempestività nella predisposizione degli atti sopra richiamati al fine di portare in Consiglio entro lunedi la proposta di Delibera corredata dall’indirizzo di cui sopra».
Un indirizzo chiaro al quale l’amministrazione provinciale però, non ha ancora risposto. Come scritto questa mattina (vedi articolo correlato in basso), la delibera in consiglio comunale si è bloccata per un’altra ragione. L’atto infatti, all’esame dell’aula, pur contenendo la fuoriuscita da Feluca non contemplava la costituzione della NewCo. I gruppi consiliari non hanno potuto fare altro che sottolineare la vista mentre l’assessore al Lavoro Melino Capone ha ritirato la delibera, che verrà ripresentata lunedì, giorno in cui l’atto di costituzione sarà posto in votazione anche alla Provincia. I due enti evidentemente camminano insieme su questa strada, così come testimonia l’incontro odierno tra l’assessore provinciale alle Partecipate Michele Bisignano e l’assessore al Bilancio, Orazio Miloro.
