La seduta pubblica urgente è in corso di svolgimento. Dubbi sulle modalità di convocazione. Oggi in programma anche l’udienza al tribunale
Dopo il flop di venerdì scorso, questa mattina alle 10 è stata convocata una seduta pubblica urgente del consiglio provinciale con all’ordine del gioco proprio la delibera riguardante il piano strategico di governance di Feluca e la costituzione della nuova società. Come si ricorderà, la scorsa settimana, a palazzo dei Leoni cadde il numero legale in sede di approvazione del sesto e ultimo emendamento presentato da Pd e Udc. Un brutto colpo per la maggioranza, mancata alla prova dei numeri con l’uscita dall’aula di Francesco Andaloro di Rifondazione e dell’assenza degli esponenti del Mpa e dell’area De Luca. Ma ciò che ha contato di più, è stata l’assenza di alcuni consiglieri PdL.
E non è andata meglio questa mattina. Alle 10 infatti, alla chiamata dell’appello, erano presenti in aula solo 21 consiglieri sui 23 richiesti per dichiarare aperta la seduta. Dunque nuovo rinvio di un’ora (ore 11). Adesso la seduta è in corso di svolgimento. Tra l’altro qualche dubbio sarebbe emerso anche sulla forma di convocazione. All’articolo del regolamento del consiglio infatti, si legge che ogni consigliere elegge il proprio domicilio presso la segreteria del gruppo di appartenenza e in quella sede deve essere notificato l’avviso di convocazione contenente l’elenco degli argomenti da trattare. L’avviso con carattere d’urgenza deve essere notificato almeno 24 ore prima. Nel weekend però, ovviamente, le rispettive segreterie dei gruppi non erano in servizio, dunque i consiglieri sono stati avvisati con chiamate ai cellulari. Ma al comma 5 si precisa che la consegna degli avvisi deve “sempre risultare da dichiarazione del messo della Provincia Regionale”.
Intanto, tornando a Feluca, per quest’oggi è stata aggiornata anche l’udienza al Tribunale. Sempre venerdì, il giudice fallimentare, si era riservato di prendere una decisione lunedì, proprio in attesa dell’approvazione della delibera in consiglio provinciale ancora in stand-by. Ciò, nonostante l’ok all’atto già arrivato dal Comune di Messina. (ER)
