Francantonio Genovese e le sue “innovazioni”: aperta strada ufficiale tra un'area del Pd e Raffaele Lombardo

Francantonio Genovese e le sue “innovazioni”: aperta strada ufficiale tra un’area del Pd e Raffaele Lombardo

Francantonio Genovese e le sue “innovazioni”: aperta strada ufficiale tra un’area del Pd e Raffaele Lombardo

domenica 11 Aprile 2010 - 12:11

Nuovo passo verso la “famiglia allargata” del Partito del Sud? Dopo il PdL anche il Pd rischia la spaccatura “ufficiale”. E intanto verso la Finanziaria...

L’appoggio al governo regionale di Raffaele Lombardo continua a spaccare il Pd, così come ha fatto nei mesi scorsi prima con l’Udc e poi il PdL.

E così pur se alle prese con il mantenimento degli equilibri nella maggioranza, compito certamente non facile, il leader autonomista “spasciafamiglie”, così come lo definiremmo a Messina, incassa e porta a casa, inserendo un altro tassello verso quel progetto di Partito del Sud tracciato in accordo con l’ala “ribelle” del partito di Berlusconi, capitanata da Gianfranco Micciché. E quel tassello che si aggiunge all’insalata di “mezzi partiti” inserita nella pietanza Lombardiana, è rappresentato dalle “innovazioni” del Partito Democratico, ufficialmente un’iniziativa sulla Sanità presentata ieri a Caltanissetta, ma di fatto area che rappresenta quella parte del Pd che vede di buon occhio un avvicinamento al governatore siciliano.

A portare la “bandiera” di questo nuovo schieramento interno è l’ex sindaco di Messina, Francantonio Genovese, nominato presidente. «Innovazioni nasce dall’idea che la politica debba cambiare passo, trovare il coraggio di fare scelte difficili, cercando il confronto con tutti e senza mai venire meno ai nostri principi ed ai valori fondanti della nostra identità – ha dichiarato in sede di presentazione il parlamentare -. Innovazione significa cambiamento, un cambiamento che è progresso e, quindi, rappresenta una conquista, un avanzamento, un miglioramento di cui tutta la comunità potrà fruire, anche coloro che, in un primo momento, il cambiamento lo hanno avversato perché timorosi delle sue possibili conseguenze sul piano degli equilibri politici».

«Questa associazione nasce dalla sensibilità di militanti e dirigenti del Partito democratico ed in questo ambito intende restare. Ma la nostra presenza nel Pd – ha poi chiarito in conclusione Genovese – non può essere certo finalizzata alla conservazione di eventuali rendite di posizione. C’è bisogno di riaccendere il dibattito interno e con esso la speranza di tornare ad essere protagonisti della vita politica regionale». Dichiarazioni dai contorni politici vaghi ma che fanno intuire la netta apertura verso Lombardo. La chiave che decifra questa apertura è rappresenta dalla presenza all’evento del sottosegretario Gianfranco Micciché, leader del Pdl-Sicilia, il gruppo che sostiene il governo Lombardo e che all’Ars ha mandato all’opposizione il PdL cosiddetto “lealista”.

E a Caltanissetta ha partecipato all’appuntamento anche il senatore autonomista Giovanni Pistorio, che ha auspicato «un’interlocuzione con gli amici del Pd».

Appoggio a Lombardo che nel Pd aveva già fatto storcere qualche naso in occasione della composizione del Lombardo Ter. Un’alleanza sulle riforme più o meno velata, sancita anche dall’ingresso in giunta di alcuni tecnici di area democratica, tra i quali il messinese Mario Centorrino, già assessore al bilancio del Comune di Messina con Francantonio Genovese sindaco.

E intanto si avvicina il nodo cruciale della Finanziaria, che potrebbe far crollare definitivamente l’argilloso governo regionale. Senza lo “sgabello piddino” Lombardo in aula non avrebbe la maggioranza, fattore che assume connotati ancora più rilevanti e del quale anche internamente al Pd si discuterà. Dalla base nazionale del partito, che ha spedito in Sicilia il coordinatore della segreteria nazionale del Pd, Maurizio Migliavacca (voce di Bersani), è arrivata una frenata che rinvia le decisioni ai vertici locali (il segretario regionale Lupo è contrario all’alleanza), pur ribadendo la concreta possibilità di «continuare dall’opposizione il confronto sulle riforme e sulle cose utili per la Sicilia, non mutando la collocazione politica».

Potrebbero dunque definitivamente aprirsi le porte per Genovese (e i suoi fedelissimi), già in passato dato per vicino all’Mpa, per la “famiglia allargata” del Partito del Sud? Al progetto ci crede l’ex ministro Salvatore Cardinale (e l’altro colonnello ex Margherita, Antonio Papania), che ha commentato: «Spero – ha detto – che questo partito nasca presto e che rompa quegli schemi che da troppo tempo relegano il centrosinistra all’opposizione in Sicilia». Ci crede sempre di più Micciché, che ha rispedito ai mittenti gli inviti al ritorno alla coesione nel PdL lanciati da Angelino Alfano e Domenico Nania. E figuriamoci se non ci crede Lombardo, che però oggi ha anche altro a cui pensare.

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