Il presidente Giuseppe Scattareggia risponde alla affermazioni rilasciate dal commissario dell’Ente Fiera che ha “difeso” il manager dell’Asp5 Giuffrida dalle accuse lui mosse dall’Ugl e condivise dalla stessa associazione Autonomie Popolari
Continua la polemica nata dalle dichiarazioni del rappresentante dell’Ugl Salvatore Mercadante in merito all’operato del direttore dell’Asp5 Giuffrida e alla pessima situazione della sanità messinese, cui ha fatto eco la replica del rappresentante provinciale dell’Mpa Fabio D’Amore (vedi articolo correlato). Nel dibattito interviene oggi anche il presidente dell’associazione “Autonomie popolari – Centro Studi Nunzio Romeo” Giuseppe Scattareggia, chiamato in causa dallo stesso D’Amore che ha definito strumentale la posizione assunta dall’associazione nell’intera vicenda. Una posizione che, in linea con quella di Mercadante, stigmatizza il ruolo di Giuffrida nella complessiva gestione del settore sanitario cittadino e si indirizza verso la richiesta di dimissioni dello stesso.
Pungente la replica di Scattareggia che definisce “volgare” l’intera nota sottoscritta da D’Amore soprattutto laddove etichetta l’attività del centro Studi come “azione di disturbo e di strumentalizzazione. Appare ovvio – continua il presidente dell’Associazione – che il Commissario D’Amore si sia erto a difensore di questo balordo sistema sanitario messinese, perché in verità voleva ripagare la nostra associazione come si dice dalle nostre parti “con la stessa moneta”, ovvero replicando in maniera goffa e per altri motivi, alla nota che nel mese di agosto inviammo alla stampa, per denunziare la scandalosa gestione della Fiera di Messina, resa dall’attuale commissario, come anche dichiarato dal Presidente della Provincia Regionale di Messina Ricevuto, “Un mercatino orientale”.
