Gli appuntamenti sono stati organizzati dal Comitato 10 Febbraio insieme a Comune, Provincia e altre associazioni
Ricorre oggi il -Giorno del ricordo- e anche a Messina sono diverse le iniziative organizzate al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
Si comincia alle ore 9, nella piazzetta all’incrocio tra via Pola, via Istria e via Concerie, recentemente intitolata ai -Martiri delle Foibe ed esuli di Istria, Fiume e Dalmazia-, dove sarà deposta una corona d’alloro. Alle ore 10, presso la Prefettura di Messina, verrà consegnata l’onorificenza al fratello del finanziere Giuseppe Armato, mentre a palazzo dei Leoni, sede della Provincia Regionale. Mezz’ora dopo, sempre alla Provincia, si terrà un convegno di approfondimento sul significato della giornata, dal titolo: “Le Foibe: dalla strategia della tensione alle prospettive di solidarietà“. Nel pomeriggio invece, alle 17.30, nella chiesa Gesù e Maria delle Trombe di via San Giovanni Bosco, sarà celebrata una messa in suffragio delle vittime delle foibe.
Gli appuntamenti sono stati organizzati dal Comitato 10 Febbraio insieme a Comune, Provincia, all’Associazione nazionale tra i congiunti dei deportati Italiani uccisi o scomparsi in Jugoslavia ( A.N.C.D.J. ), all’Associazione nazionale “Arma di Cavalleria” e al Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia.
Ieri il sindaco Buzzanca, ha sottolineato il significato delle iniziative, volte a “ricordare per capire” ed ha evidenziato il valore della memoria specie per le giovani generazioni. «Con tale ricorrenza si intende favorire ogni iniziativa volta a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario ed artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, evidenziandone il contributo negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica – ha spiegato – ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano/dalmate residenti nel territorio nazionale ed all’estero».
