Il brolese di area Fini-Briguglio è stato “piazzato” all’Istituto da Lombardo per svolgere attività di ordinaria amministrazione e riattivare i progetti fermi da quasi tre mesi. Ancora in stand-by le nomine del commissario straordinario La Face e del Cda indicato lo scorso gennaio, mentre la Regione continua a giocare sugli equilibri politici-territoriali
Dopo quasi tre mesi di vacatio amministrativa lo Iacp ritorna ad avere una guida, anche se si tratta di un commissario ad acta. Nuccio Ricciardello, dirigente dell’Assessorato Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana, e punto di riferimento politico dell’area finiana che in Sicilia ha in Carmelo Briguglio il suo storico leader (coordinatore locale di Generazione Italiana), assume l’incarico all’Istituto Autonomo Case Popolari in attesa che si sblocchi la vicenda legata alla nomina del Commissario Straordinario, Giuseppe La Face, senza dimenticare che in realtà tale realtà dovrebbe essere gestita da un Consiglio di Amministrazione.
Ricciardello, brolese di 40 anni, da oltre cinque collabora con diversi assessorati regionali, ed è punto di riferimento trasversale e non solo d’area, per tutto il comprensorio nebroideo, grazie anche all’attività sindacale. La nomina di Ricciardello dovrà, negli obbiettivi programmatici, attivizzare tutto quello che rappresenta l’ordinaria amministrazione e tutti quegli atti indifferibili per l’attività dell’amministrazione e tra questi i protocolli di partecipazione a bandi ed a interventi urgenti anche manutentivi. Molti progetti infatti, in questi mesi sono rimasti completamente fermi.
Ricciardello, soddisfatto della nomina, sottoscritta direttamente dal Presidente Raffaele Lombardo e controfirmata dall’assessore Luigi Gentile – delegato alle infrastrutture – ha dichiarato: “Obbiettivo prioritario è snellire il pregresso, creando quel clima collaborativo tra dirigenti e funzionari, finalizzato anche a dissipare le polemiche sulle assenze di quest’importa istituto sul territorio, che in questi giorni spesso sono affiorate. Farò del mio attivismo un impegno costante affinchè la città e la sua provincia non perdano opportunità nel rispetto delle competenze assegnate, cercando di reperire ed intercettare quei fondi già disponibili. Per questo farò rete con tutte le istituzioni, partendo dalla Provincia per arrivare ai sindaci che rappresentano davvero le istanze di base del territorio”.
“Un pensiero – dice Ricciardello – in questo momento va al gruppo politico ed umano che in questi anni mi ha permesso, con lealtà e coerenza, di crescere politicamente uscendo dalle logiche ristrette del territorio e guardando avanti per la crescita di una regione che può, migliorando la sua classe politica, dare risposte concrete a tutti i comparti anche in tempi brevi”. E soddisfazione a Brolo è stata espressa non solo nell’ambito politico di riferimento di Ricciardello.
Se l’approdo del dirigente da una parte permette all’Istituto di superare provvisoriamente l’impasse amministrativa, dall’altra evidenzia ancora una volta come la Regione continui a “giocare” con gli equilibri politici-territoriali. Resta ferma per questioni burocratico-politiche la nomina del già commissario straordinario, Giuseppe La Face, ancora in attesa del parere della I Commissione dell’Ars. Inoltre, è bene ricordarlo, per statuto lo Iacp dovrebbe essere governato da un Consiglio D’Amministrazione. I Componenti del Cda erano stati designati dal presidente della Provincia Nanni Ricevuto nel gennaio 2009, ma mai ufficializzati in mancanza di nomina ufficiale da Palermo, dove le delibere della Provincia sembrano essere state ben conservate in un cassetto, oggi forse impolverato. I nomi scelti erano quelli dell’architetto Antonino Damiano (presidente, area Schifani-Alfano), di Carmelo Torre (vicepresidente, Mpa Milazzo), di Carmelo Campana (componente, Udc-D’Alia-Patti) e di Francesco Cannavò (collegio dei sindaci, PdL).
Proprio per tale vicenda palazzo dei Leoni aveva presentato ricorso al Tar di Catania per l’annullamento del decreto n.417/serv. I°/SG del 30.11.2009, con il quale il Presidente della Regione Siciliana aveva nominato, sino alla ricostruzione dell’ordinario organo di gestione e, comunque, per un periodo non superiore a sei mesi, il dipendente regionale, Leonardo Santoro quale commissario straordinario dello Iacp. In quella occasione la Camera di Consiglio si era espressa “non rilevando la sussistenza di un “danno grave ed irreparabile”, sottolineando però che terminato il mandato di Santoro e accertato il possesso dei requisiti richiesti in capo ai soggetti designati, la Regione avrebbe dovuto “nel più breve termine intervenire a tutela degli interessi di tutte le parti in causa”, attraverso l’ufficializzazione delle nomine. (foto glpress.it)
