Era il 3 marzo 1990: lasciò quel messaggio sul libo d’onore delle firme, al fianco dell’allora sindaco Bonsignore
Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, scomparso ieri a Roma, nella sua visita a Palazzo Zanca del 3 marzo 1990, quando presenziò in forma privata alla consegna delle Borse di Studio -Bonino – Pulejo-, nello studio dell’allora sindaco Mario Bonsignore, incontrò la giunta ed i capigruppo consiliari. In quell’occasione, nel libro d’onore delle firme, scrisse «a Messina con ammirazione ed amicizia». Cossiga atterrò a Catania con l’aereo presidenziale e si trasferì in elicottero alla base di Marisicilia, come è ricordato nel volume “Palazzo Zanca: il Municipio di Messina”, curato nel 2005 dal capo ufficio stampa del Comune Attilio Borda Bossana.
Il corteo presidenziale attraversò un percorso suddiviso in sette settori per la sicurezza del Capo dello Stato e giunse a palazzo Zanca accolto dall’allora presidente della Regione, Rino Nicolosi, e dal sindaco Bonsignore. Dopo la cerimonia Cossiga si recò in Prefettura per una colazione privata prima di lasciare in elicottero Messina e raggiungere l’aeroporto di Catania alle 16.50, per il trasferimento al Quirinale. Cossiga tornò in Sicilia quasi un mese prima delle sue dimissioni, nel marzo del 1992, per un viaggio «di solidarietà e sostegno al popolo siciliano ed ai giudici, alle forze di polizia ed alle autorità locali».
