Nel pomeriggio, presso la sede del Genio Civile di Messina, prima riunione operativa del gruppo di coordinamento per l’emergenza della città dello Stretto diretto dall’assessore regionale ai lavori pubblici Nino Beninati
Fra le mille e forse inevitabili polemiche che stanno caratterizzando il post alluvione di Messina, storia di una “tragedia annunciata”, si mette in moto la macchina politica. Oggi prima riunione operativa del coordinamento per l’emergenza Messina, voluto dalla giunta di governo regionale e tenutasi nei locali del Genio Civile della città dello Stretto. Una sede che, così come dichiarato al termine dell’incontro dall’assessore ai lavori pubblici Nino Beninati, deve diventare un centro di coordinamento tecnico dove raccogliere tutti i dati disponibili sulla situazione idrogeologica di Giampilieri e Scaletta Zanclea.
A prendere parte al summit gli assessori alla Protezione Civile, Gaetano Armao, e al Territorio e Ambiente, Mario Milone, coadiuvati dalle strutture tecniche ed amministrative dei rispettivi assessorati. “Il mio assessorato – ha detto Beninati – opererà attraverso i geni civili dell’isola. La prima fase di intervento riguarderà le zone colpite dalla frana. Il piano di messa in sicurezza si allargherà, poi, all’intera provincia di Messina e, a seguire, a tutta l’isola. L’utilizzo delle professionalità interne ai geni civili e dunque all’amministrazione regionale, garantiranno qualità e celerità di progettazione e di intervento, coordinamento fra i vari rami dell’amministrazione, efficacia ed economicità delle azioni”.
Il ruolo principale dell’assessorato al territorio, come spiegato da Milone, sarà fornire supporto logistico, informativo e di conoscenza del territorio propedeutici a qualsiasi azione di rapido intervento mirata a riportare i luoghi colpiti dal nubifragio allo stato in cui si trovavano prima e procedere, subito dopo, alla loro definitiva messa in sicurezza. Quanto emerso dal primo incontro di coordinamento sarà oggetto di una relazione e di un primo programma di interventi che verrà sottoposto immediatamente alla giunta di governo per l’approvazione.
E dunque riflettori tutti puntati sulla macchina politica e soprattutto su chi siede alla guida che questa volta non può davvero permettersi di perdere il controllo alla prima curva.
