“Movimento di responsabilità”, Scilipoti contestato da un gruppo di giovani nella sua prima uscita a Brolo

“Movimento di responsabilità”, Scilipoti contestato da un gruppo di giovani nella sua prima uscita a Brolo

“Movimento di responsabilità”, Scilipoti contestato da un gruppo di giovani nella sua prima uscita a Brolo

lunedì 24 Gennaio 2011 - 14:23

Cartelli ironici e fac-simile di banconote a cucire le bocche di una cinquantina di ragazzi che hanno “guastato la festa” nel salone dell’hotel Costa Azzurra. Ecco il loro documento con il racconto della serata IN PHOTOGALLERY ALTRE IMMAGINI

Doveva essere la prima uscita ufficiale del “Movimento di responsabilità nazionale” fondato da Domenico Scilipoti e dagli altri parlamentari che, in extremis, hanno di fatto salvato il premier Silvio Berlusconi. L’incontro organizzato da Scilipoti a Brolo, invece, s’è trasformato nel palcoscenico ideale per consentire ad un gruppo di giovani (una cinquantina) della zona nebroidea di manifestare tutto il proprio disappunto nei confronti di questa vicenda sintomatica del momento politico italiano. Un’ottantina circa i ragazzi che, sedutisi nella sala dell’hotel Costa Azzurra apparentemente come semplici curiosi, ad un certo punto si sono “cuciti” la bocca con fac simile di banconote ed hanno innalzato cartelli ironici con messaggi più che chiari all’indirizzo di un attonito Scilipoti (in photogallery le immagini della serata)

Le ragioni della protesta sono state riassunte in documento, inviatoci a nome degli ottanta ragazzi da Marco Letizia, di cui pubblichiamo alcuni stralci: «Oggi, contestare chi occupa le poltrone delle nostre istituzioni solo per se stesso, è la prima missione di tutti i cittadini onesti che vogliano cacciar via la vecchia politica: per questo giovani, studenti, singoli cittadini senza alcuna bandiera di partito, ma con delle precise idee in testa, ci siamo presentati in massa a contestare colui che alcuni giornali come Libero hanno addirittura designato come “uomo dell’anno”». Letizia spiega com’è andata la serata e che una volta iniziata la protesta dei ragazzi, «la -furia- Scilipoti ha dato il meglio di sè: l’impatto visivo delle banconote ha scatenato l’ira del deputato che, un pugno sul banco dopo l’altro, cercava di convincerci della bontà della sua scelta. L’onorevole alternava il suo discorso tra il -rispetto che nutro anche per chi in questo momento è qui con i cartelli e le banconote sul muso- e insulti basati sulla rabbia di essere, per l’ennesima volta, contestato: – tu che sventoli quella banconota, non sai quello che dici- ci diceva».

«Noi avevamo scelto la via del silenzio – prosegue – per evitare di essere sgomberati dalle forze dell’ordine e soprattutto per evitare di essere tacciati, come sempre fa la stampa serva della politica e dei suoi fini , squadristi, fascisti, anti-democratici ecc… Ovviamente, il nostro silenzio era un silenzio indignato di fronte a chi dice di far la battaglia contro la partitocrazia dopo essere stato eletto in un partito che lo ha cullato per 12 anni e che ha fatto della lotta ai reati dei colletti bianchi la propria bandiera, nonostante il decreto ingiuntivo di pagamento di 200mila euro giuntogli dopo una condanna in tribunale per non aver pagato l’ing Carmelo Recupero, al quale gli aveva commissionato dei progetti mai realizzati; era un silenzio indignato di fronte a colui il quale dice di voler fare la lotta per cambiare l’attuale legge elettorale dando la fiducia, dopo 10 anni di anti-berlusconismo, alla compagine politica che quella legge ha approvato. Scilipoti già parla con il lessico berlusconiano e chiama in causa la sovranità popolare: secondo lui -le opposizioni vogliano fare una legge elettorale senza interpellare la Lega e il Pdl, cioè i partiti che hanno vinto le elezioni”».

Un silenzio interrotto a causa «della quantità incredibile di insulti ricevuti dall’onorevole: -siete manipolati-, -siete disinformati-, -siete in malafade- ecc.. Ci ha rinfacciato di non essere informati sulla sua attività parlamentare dicendoci che -è quella la prima cosa che i cittadini devono fare, informarsi su chi lavora e chi non lavora; io sono il parlamentare più produttivo di tutti: 30 disegni di legge, centinaia di interrogazioni, 300 conferenze-. Ora, noi pensiamo che il valore a un parlamentare non si attribuisca in base alla quantità di leggi che presenta ma alla qualità dei provvedimenti, e inoltre, nell’ambito delle -attività del parlamentare- rientrano anche gli atti prettamente politici con i quali si da o si nega la fiducia a chi governa. -Pago tutto col mio stipendio, spendo 6mila euro al mese per pagare i miei collaboratori, mentre l’Idv si incassava i 4,5 mln di rimborsi elettorali e i parlamentari come Borghesi e Di Pietro si pagano tutto coi soldi del partito. Borghesi ha assunto come segretaria la sua amante-. Ha continuato dicendo: -voi non conoscete il mio lavoro contro l’usura, contro le industrie farmaceutiche, contro i medici che non sono qualificati, contro le devastazioni ambientali. Voi avete visto solo lo Scilipoti descritto da giornalisti mediocri e in malafede come Santoro e Travaglio, che mi hanno addirittura dato del mafioso-. (si scorda di dire che questi fatti non li hanno inventati loro ma sono descritti sulla relazione prefettizia che compilarono gli ispettori ministeriali riguardo allo scioglimento per mafia del comune di Terme Vigliatore in seguito alle denuncie del suicida prof. Adolfo Parmaliana)».

«A questo punto – spiega Marco Letizia – io stesso mi sono incaricato di intervenire a nome di tutti per dire il motivo della nostra contestazione: se Scilipoti vuole combattere l’usura, le speculazioni finanziarie, gli imbrogli delle industrie farmaceutiche e via dicendo come può combattere questi fenomeni dando legittimità ad un partito che ha posto come primo punto la lotta -contro- la giustizia, contro i magistrati e contro la Costituzione, che ha persino tagliato i fondi a quelle forze dell’ordine di cui si serve per far da scorta al Padrone B.? Come può sostenere un governo che per bocca del ministro del Tesoro ha detto -Con la Cultura non si mangia-, e che ha fatto approvare ad un parlamento schiavo una anti-riforma universitaria che ha consegnato l’istruzione pubblica ai privati tagliando del tutto i fondi? In sostanza, come può un politico che ha fatto carriera contestando Silvio Berlusconi, dargli la fiducia nel momento in cui il suo governo stava per cadere? Nell’intervento ho spiegato all’on Scilipoti anche che a strumentalizzarci non c’era nessuno: non eravamo i burattini di nessun partito politico anche se con una sicurezza da profeta Scilipoti ha affermato -Ti conosco tu sei iscritto al movimento 5 Stelle- nonostante io avessi affermato di non avere la tessera di nessun partito, rivolgendomi a tutti affinché lo verificassero».

«Comunque – conclude – che sia stata compravendita o altro a noi non interessa: le banconote al muso significavano che questa politica non la vogliamo più, e contestare oggi Scilipoti è significato contestare tutti coloro i quali si muovono per far salvo il proprio sedere in barba agli italiani onesti e alle necessità del paese. Ovviamente se compravendita è stata lo verificheremo tutti alle prossime elezioni: se Scilipoti sarà inserito nel listino del Pdl alla Camera ne avremo la prova -politica- (anche se non penale), proprio come simbolicamente rappresentava quella grande tessera del Pdl portata da alcuni di noi in sala. -Tesserato on. Domenico Scilipoti, Grazie per la tua fiducia-, recitava questa: chissà le sa ricambieranno con un bel seggio?».

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