E’ arrivata la comunicazione del prefetto: Sicilia Vera perde un consigliere, lo “guadagna” l’Udc di D’Alia. Il provvedimento prevede il “fermo” per un anno
Era un provvedimento annunciato, quello comunicato oggi alla Provincia dal prefetto: Nino Bartolotta è stato nuovamente sospeso, stavolta per dodici mesi, dalla carica di consigliere provinciale. Al suo posto, dunque, torna in Consiglio Tony Muscarello, primo dei non eletti della lista “Autonomisti per l’Mpa”, oggi però in quota D’Alia nell’Udc. Il provvedimento del prefetto è una diretta conseguenza della condanna in appello di Bartolotta per l’indagine che lo coinvolse ai tempi in cui era sindaco di Santa Teresa di Riva: l’esponente di “Sicilia Vera” (la componente politica che fa riferimento a Cateno De Luca), già condannato in primo grado per peculato d’uso e per questo sospeso una prima volta per 18 mesi del consiglio provinciale (periodo in cui lo sostituì proprio Muscarello), in appello ha visto rigettato il proprio ricorso e adesso proverà a ribaltare la decisione dei giudici in Cassazione. Bartolotta, nelle vesti di sindaco di Santa Teresa, insieme all’assessore allo Sport del centro jonico Massimo Rizzo e al consigliere comunale Alessandro Fleres, aveva inserito tra i componenti della delegazione che andò a sostenere il gemellaggio tra il comune jonico e il comune francese di Fuveau, anche le rispettive mogli, che beneficiarono senza alcun titolo istituzionale delle somme dedicate al loro vitto ed alloggio.
Cambia nuovamente, dunque, il quadro politico nell’aula di Palazzo dei Leoni. Col ritorno di Muscarello, infatti, l’Udc guadagna una poltrona, passando da dieci a undici consiglieri. Discorso inverso vale per “Sicilia Vera”, il gruppo nel frattempo creatosi alla Provincia, riferimento di Cateno De Luca. Con la fuoriuscita di Bartolotta, infatti, rimangono in tre: Pippo Lombardo, Antonino Calà e Salvatore Calì. Va ricordato che proprio in virtù del numero di consiglieri provinciali De Luca aveva chiesto, con scarsi risultati, un assessore in giunta al presidente Nanni Ricevuto. Richiesta che, oggi più che mai, pare destinata a rimanere in un cassetto.
