Opere connesse al Ponte, il sindaco chiede al consiglio di pronunciarsi. Ancora polemiche sulla commissione bilancio

Opere connesse al Ponte, il sindaco chiede al consiglio di pronunciarsi. Ancora polemiche sulla commissione bilancio

Opere connesse al Ponte, il sindaco chiede al consiglio di pronunciarsi. Ancora polemiche sulla commissione bilancio

venerdì 12 Giugno 2009 - 08:17

Buzzanca scrive al presidente Previti: l'atto è urgente e va votato prima possibile. Oggi riunione di capigruppo. In commissione non passa la proposta di Muscolino di ridurre i tempi per il previsionale. Ticonosco polemizza con Melazzo

La delibera sulle opere compensative del Ponte sullo Stretto va discussa prima possibile. A chiederlo è il sindaco Giuseppe Buzzanca in persona, che ha inviato una nota al presidente del consiglio comunale Pippo Previti sottolineando «l’urgenza» dell’atto. La Eurolink, l’associazione di imprese con la quale la società Stretto di Messina ha chiuso l’accordo per procedere in tempi brevi alla progettazione esecutiva, ha bisogno delle proposte del Comune di Messina in merito alle cosiddette -opere compensative-. Proposte che passano da una delibera che giace da mesi all’ordine del giorno del consiglio comunale, e che più volte è stata rinviata prima per attendere l’intervento del sindaco in aula, da lui stesso chiesto, e poi per lasciare spazio alle delicate questioni dei revisori dei conti e del bilancio.

Oggi, però, Buzzanca torna a bussare alla porta del consiglio: la delibera, predisposta dall’ufficio Programmi complessi diretto dall’ing. Giovanni Caminiti, non può aspettare i tempi lunghi del bilancio, dunque andrà discussa prima della seduta prevista, da calendario, il 25 giugno prossimo. Di questo discuterà oggi pomeriggio una conferenza dei capigruppo convocata ad hoc.

Abbiamo accennato al bilancio. Non si placano le polemiche sull’omonima commissione, presieduta da Giuseppe Melazzo, dopo la decisione di stilare un calendario dei lavori che prevede sedute tutti i giorni fino al 3 luglio. Tempi troppi lunghi, aveva tuonato già ieri Paolo Saglimbeni del Pd, unico ad opporsi, insieme ad Antonio Fazio del Pdl. E proprio ieri Giorgio Muscolino dell’Udc aveva lanciato una proposta di -mediazione-: manteniamo il numero delle sedute previste (diciassette) ma condensiamole in meno giorni, riunendoci mattina e pomeriggio. Proposta di buon senso che però non ha trovato sponde suffcienti in commissione, mancando in blocco esponenti di Pdl e Mpa con diritto al voto.

Il calendario rimarrà quello, dunque, con buona pace di chi non ci sta, come Salvatore Ticonosco, il quale attacca Melazzo per averlo «ostacolato nel dare un contributo a sintetizzare un calendario frutto di una politica che non mi appartiene e discutibile sul piano formale e funzionale». Ticonosco ha infatti abbandonato l’aula, ribadendo che, a suo dire, ci sarebbbe «una strategia che qualcuno intende perseguire nel tentativo di impedire all’amministrazione attiva di poter esercitare le proprie funzioni, avviando un serio processo di risanamento economico-finanziario».

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