I componenti della terza commissione di palazzo dei Leoni hanno chiesto l'intervento di Ricevuto per un confronto con la deputazione nazionale per provare a smuovere le acque. Rosy Danzino: «Il governo ha risposto subito all'appello del Veneto. Ma lì, le forze politiche e non, si sono dimostrate compatte a differenza nostra».
Questa mattina presso la Provincia Regionale di Messina si è riunita la Terza Commissione consiliare per discutere dello stato dei lavori programmati dall’Ente nelle zone alluvionate del Messinese. La seduta, sollecitata dalla rappresentante dell’Mpa Rosy Danzino Bonomo, è servita per fare il punto della situazione a distanza di più di un anno dal tragico evento calamitoso che ha colpito l’area sud della città e la zona jonica della provincia. Dal bilancio illustrato emerge una situazione evidentemente negativa. Del Piano degli interventi strutturali e non strutturali redatto da Palazzo dei Leoni a seguito dell’alluvione (l’elenco completo nell’approfondimento in basso), con relativa richiesta di finanziamento, soltanto due opere sono state già regolarmente appalatate: i lavori di ricostruzione della strada provinciale 35 di Pezzolo, per una cifra di 4,6 milioni, e che prevedono il rifacimento della strada a monte e la relativa sistemazione idraulica; e i lavori per la realizzazione del canalone collettore Piazza Molino. Di tutto il resto, nemmeno l’ombra.
Alla commissione ha partecipato l’assessore provinciale ai Lavori Pubblici Lino Monea, che ha risposto alle domande dei componenti pur dovendosi limitare all’ammissione che senza fondi resta complicato riuscire ad operare. L’Amministrazione, solo qualche giorno fa, si è fatta promotrice di una variazione di bilancio finalizzata a destinare risorse, come somme urgenze, alla zona di Falcone, fortemente colpita dagli eventi atmosferici. Ma non è certo così che si possono eliminare i rischi e le situazioni di disagio che i cittadini contestano continuamente. Le responsabilità però, al di là dei duelli politici e degli interessi bottega, devono essere assunte da tutti gli amministatori. Ecco perché da alcuni consiglieri, tra le quali le -agguerrite- Rosy Danzino e Lalla Parisi, arriva un invito alla coesione e alla compatezza, unico strumento per far sentire una voce che con il tempo è divenuta sempre più labile, accantonate mediaticamente le urla di morte e disperazione provenienti da Giampilieri e dalla zone limitrofe.
Inevitabile il paragone con quanto successo e sta ancora succedendo in Veneto. «Il copione politico riserva l’ormai consueta umiliazione per il sud – afferma Rosy Danzino -, con la solita dimostrazione che quando il nord chiama, il governo risponde, subito e con i fatti, o forse sarebbe meglio dire con le risorse. Ma c’è anche da evidenziare l’unione delle forze politiche e non che operano in quel territorio, un’unità di intenti che testimonia la volontà di rimboccarsi subito le maniche, chiedendo il necessario per reagire immediatamente. Ciò che a noi ancora manca». Certo non va dimentato che l’alluvione di Messina ha anche causato diversi morti, una tragedia umana incredibile che sembra però, lo ribadiamo, già accantonata. Ecco perché dalla terza commissione giunge un appello rivolto al presidente della Provincia Nanni Ricevuto, affinché si rivolga alla deputazione nazionale con l’obiettivo di ottenere le risorse necessarie per sbloccare gli interventi.
