Lo ha rivelato l'assessore all'industria di palazzo dei Leoni Petrella, durante un incontro con i vertici dell'ASI e alcuni assessori comunali. Al centro del confronto anche il Piano Regolatore dell'Area di Sviluppo Industriale
La Provincia Regionale di Messina si è impegnata ad avere un ruolo guida per uno piano di sviluppo industriale che coinvolga tutte le compartecipate del nostro territorio. Una posizione precisa presa dall’assessore provinciale all’Industria Pietro Petrella, durante l’incontro tenutosi a palazzo dei Leoni con il commissario straordinario dell’ASI, Venerando Lo Conti, il direttore generale dell’ASI, Serafino Bruca, il tecnico all’Urbanistica dell’ASI, Leonardo Santoro e gli assessori del Comune di Messina, Giuseppe Puglisi (Commercio), Gianfranco Scoglio (Sviluppo economico) e Giuseppe Corvaja (Urbanistica).
Al centro del confronto il Piano Regolatore dell’ASI (Area di Sviluppo Industriale), ma non solo. Il rappresentante della giunta Ricevuto, insieme a Gaetano Duca (Territorio) e Michele Bisignano (Enti ed organismi sovra comunali), ha ribadito la necessità di vederci chiaro sull’attuale situazione industriale nei 109 comuni, sostenendo che una programmazione è necessaria in un territorio dove a farla da padrona resta sempre la disoccupazione e resiste l’incapacità di attrarre investimenti. -C’è molta confusione a riguardo – ci ha rivelato Petrella – zone industriali in cui spadroneggiano le attività commerciali, Asi come quella di Monforte-Milazzo completamente malservite, la mancanza di qualità nei servizi minimi come la luce o le strade-.
L’obiettivo è quello dunque di cambiare registro, creando prospettive e modelli comuni. -Ci sono aree ASI di cui si sconosce l’esistenza. Purtroppo in questo momento la forza territoriale rappresenta un ostacolo allo svilupppo. Ci sono brutture e situazione di pericolo che devono essere eliminate – continua Petrella. Gente espropriata dei terreni e che non ha ancora ricevuto in cambio niente. Regna la confusione. Io da assessore all’industria non cerco alibi, ma ritengo sia giunto il momento di fare fronte comune, tutte le componenti e pensare a rilanciare il settore-. A tal proposito è stato stilato una scaletta degli impegni, che prevede tra le altre cose la rivisitazione del piano particolareggiato, le modifiche e gli interventi a livello viario, capire la situazione dei capannoni tra quelli non assegnati e quelli assegnati e magari non occupati.
Ma l’importante è che venga raggiunto un indirizzo unitario, anche partendo dall’impegno di massima manifestato dalle parti in occasione dell’incontro.
