Provincia. Nuove deleghe per Bisignano: è -vicepresidenza di fatto-

Provincia. Nuove deleghe per Bisignano: è -vicepresidenza di fatto-

Provincia. Nuove deleghe per Bisignano: è -vicepresidenza di fatto-

mercoledì 31 Marzo 2010 - 09:01

Insieme all’attuazione del Programma, alle Partecipate, ai rapporti con il Consiglio e all’attuazione del Programma, gli è stata attribuita la delega alla Pianificazione strategica. Il rapporto di fiducia con il presidente fa il resto. L’assessore: guardare oltre l’attività amministrativa “ordinaria”

Nella definizione della composizione della giunta, il presidente della Provincia Regionale di Messina, Nanni Ricevuto, non ha mai individuato, in buona parte per ragioni politiche, un vicepresidente. Ma dall’inizio del suo mandato a palazzo dei Leoni l’attività amministrativa “quotidiana” ha decretato praticamente da sé l’attribuzione di questo ruolo, individuando in Michele Bisignano il vero braccio operativo dell’ex senatore. Colui che fa il “lavoro sporco” e permette al presidente di potere avere più spazio e tempo per la promozione delle attività dell’Ente. Con alla base un rapporto di fiducia massima.

Un segnale chiaro in questa direzione è sancito dalla rimodulazione delle competenze assegnate allo stesso Bisignano, il quale, con determina n. 33 del 24 marzo 2010, è stato delegato anche alla Programmazione e Pianificazione strategica. Ciò si aggiunge alle già importanti attribuzioni assegnategli il 12 luglio 2008 (determina n. 107): Attuazione del Programma – Area Regionale integrata dello Stretto ed Area Metropolitana – Società ed organismi partecipati – Rapporti con il Consiglio Provinciale.

«Tutte deleghe corrispondenti alla stessa logica – commenta l’assessore -, la pianificazione dell’attività amministrativa». Attività intesa non solo come gestione ordinaria dell’ente, ma anche nell’ottica di programmare in previsione futura. L’obiettivo è quello di far si che competenze e singole iniziative vengano riassunte in una visione di insieme, sulla base del programma del presidente, che riguardi le varie realtà territoriali. In tal senso, è ad esempio importante il ruolo dell’ente come soggetto di coordinamento per ciò che riguarda i Pist (Piani Integrati di Sviluppo Territoriale), strumenti di attuazione su scala territoriale per la definizione di modelli di attuazione di Piani strategici riguardanti le stesse aree e contestualizzati nelle coalizioni definite dagli obiettivi operativi del Po-Fesr 2007-2013, e specificatamente l’asse VI, quella che si occupa di “Sviluppo Urbano Sostenibile”. «Sono previste misure per progetti “immateriali”, e anche in questa direzione ci stiamo muovendo, per lo studio del dissesto idrogeologico – spiega -. Inoltre alcuni immobili dislocati sul territorio verranno messi a disposizione delle quattro coalizioni».

Secondo l’assessore quello della programmazione è un ramo che va assolutamente ripreso, visto il rallentamento degli ultimi anni. Va sviluppato evitando conflitti e ambiguità tra enti locali e regioni, circostanza che si verifica sempre più di frequente per questioni prettamente politiche o per atteggiamenti eccessivamente centralisti. «E’ la stesse legge 9 che prevede il trasferimento di competenze e risorse dall’amministrazione regionale al sistema delle autonomie locali – afferma Bisignano -. Eppure i commissariamenti che ancora oggi si perpetuano in enti e società, anche lì dove sono stati già individuati i componenti dei Cda, fanno intuire che non vi è stato un definitivo cambio di rotta». Esempi come lo Iacp o l’Asi.

Dal punto di vista operativo, Bisignano annuncia che l’ente non si avvarrà più del Comitato Tecnico Scientifico (non obbligatorio) incaricato di redigere un piano poliennale per lo sviluppo, al quale non è stato rinnovato l’incarico. In sostituzione del Comitato, che gravava sulle casse dell’ente per quasi 60mila euro l’anno, si punterà su una forma di accordo con vari dipartimenti dell’Università degli Studi di Messina.

Una programmazione che deve essere anche negoziata, cioè frutto di un confronto con interlocutori presenti sul territorio. «A partire dai comuni, è opportuno intensificare il dialogo – afferma ancora -. Ma non solo con gli amministratori, anche con imprenditori, sindacati e associazioni di categoria». Con questi ultimi i contatti sono già stati avviati. L’intenzione è quella di stilare un calendario di appuntamenti.

Infine il progetto ad ampio respiro dell’area regionale dello Stretto: «Un modello che non deve riguardare solo i due comuni capoluogo ma nel complesso il territorio delle due province – conclude Bisignano -. Sono state discusse una serie di questioni che dovrebbero convergere in un protocollo d’intesa, da sottoscrivere nelle prossime settimane».

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