Ricevuto aveva avvertito: «Concomitante impegno con l’Ato. Appuntamento chiarificatore la prossima settimana». Ma l’opposizione e l’Mpa interrompono i lavori del consiglio e annunciano che non vi presenzieranno fin quando non verrà chiarita la vicenda. Ecco da dove nasce il caso…
Non si placa la polemica sui premi di produttività per i dirigenti della
Provincia. Dopo l’assalto targato Galluzzo, Partito Democratico, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista ed Mpa hanno interrotto ieri i lavori del consiglio abbandonando per protesta l’aula, a causa dell’assenza, prima in commissione capigruppo, poi in consiglio, del presidente della Provincia, del segretario generale, dell’assessore ai rapporti con il Consiglio, ma soprattutto dei componenti del nucleo di valutazione, dei quali era stata sollecitata la presenza per esaminare la vicenda in merito al fondo pronto ad essere destinato ai dirigenti, che ammonta a 695.334,64 Euro di cui 529.000 per il 2009, e la restante parte per arretrati (come da delibera di giunta n.219 del 10 novembre).
Giustificata l’assenza di Nanni Ricevuto per la concomitante riunione dell’Ato idrico. Il presidente aveva inviato una lettera a Salvino Fiore, in qualità di presidente del consiglio, specificando che sulla stessa problematica oggetto della conferenza dei capigruppo, gli era stata recapitata in data 2 dicembre la richiesta di un incontro da fissare per la prossima settimana (convocato da Fiore per il prossimo 7 dicembre). «Compatibilmente con gli impegni derivati dalla nostra partecipazione all’Assemblea Generale Congressuale delle Province Italiane – ha precisato Ricevuto – potremo certamente tenere l’incontro. Ovviamente a tale incontro saranno presenti con me anche i componenti del Nucleo di Valutazione». Nucleo di valutazione che continua però ad essere sotto esame, in primis perché composto in parte da dirigenti attualmente operativi nell’Ente: coloro cioè che dovrebbero essere giudicati (vedi articolo correlato in basso). E che tra l’altro percepiscono un ulteriore compenso per il ruolo ricoperto nel Nucleo.
Ma vediamo di capirci di più di questo fondo finito sotto i riflettori. La cifra che è stata determinata è “composta” dalla retribuzione di posizione e da quella di risultato, secondo gli articoli 11 e 12 del Contratto Collettivo Decentrato Integrativo. La retribuzione di posizione, pari ad all’85 del fondo, è destinata annualmente alla retribuzione di posizione delle funzioni dirigenziali. I valori economici della retribuzione di posizione delle funzioni dirigenziali sono determinati tenendo conto dei seguenti parametri di valutazione: competenze tecniche (preparazione, competenza manageriale, capacità di relazione); capacità organizzativa (linee di attività, differenziazione organizzativa, procedure, dimensione e complessità unità operative subordinate); responsabilità organizzativa (grado di rischio, dimensione risorse economiche gestite, responsabilità gestione risorse umane assegnate). L’Amministrazione su proposta del Nucleo di Valutazione che si avvale degli uffici della Direzione Generale “Organizzazione e Metodo” e “Controllo di Gestione” procede alla determinazione dei valori economici di ciascun ufficio dirigenziale, tenendo conto dei parametri valutativi che sono predisposti dallo stesso Nucleo di valutazione. I valori economici da stabilire devono essere graduati tra un minimo di 23.249,56euro e un massimo di 42.000,00euro. Inoltre il Nucleo di Valutazione individua criteri di valutazione aggiuntivi per le funzioni di massima responsabilità. Tale punteggio supplementare è ricompreso tra un minimo di 3 ed un massimo di 10 punti. Le posizioni del vicesegretario generale e del Ragioniere generale, tra quelle di massima responsabilità, danno comunque luogo ad un incremento di 10 punti
Ma è dalla parte relativa alle indennità di risultato che emerge qualche “dubbio”, in quanto strettamente dipendente dal Nucleo di Valutazione. Questa somma, quantificabile nella misura massima del 15% della retribuzione di posizione dell’ufficio dirigenziale di cui un dirigente è titolare, viene determinata a seguito di una valutazione annuale da parte del Nucleo di Valutazione, secondo gli schemi che vengono predisposti dallo stesso Nucleo e rapportata alla percentuale del risultato raggiunto. Situazioni particolari riguardano poi i dirigenti ai quali viene affidato ad interim la direzione di uno o più uffici dirigenziali oltre quella di cui è gia titolare: queste verranno remunerate complessivamente parametrandole alla misura massima del 35% dell’indennità di posizione prevista per l’unità di maggior peso economico. Così come nel caso specifico di incarichi di strutture complesse, la remunerazione va determinata sulla base dei criteri da stabilirsi da parte del Nucleo di Valutazione e comunque nel limite massimo del 35% del risultato complessivo ed in riferimento all’eventuale maggior peso della struttura affidata.
Nel dettaglio non si conoscono ancora le cifre spettanti al singolo dirigente, né soprattutto a quali obiettivi gli incentivi economici premianti sono stati associati, ed a quali verifiche e controlli sono stati sottoposti gli stessi, oltre a come questi controlli sono stati fatti.
Da qui le posizioni “oltranziste” di Pippo Rao e Roberto Cerreti, nonostante la lettera di Ricevuto. In particolar modo per ciò che concerne l’assenza in aula dei componenti del nucleo di valutazione. «Dimostra la difficoltà dell’amministrazione Provinciale a rendere conto dell’operazione in corso – affermano -. La richiesta di andare in fondo alla vicenda è oramai esigenza imprescindibile per ricreare condizioni che portino il consiglio provinciale a ritornare a lavorare nella consapevolezza di vedersi rispettato nel proprio ruolo di controllo».
Un aut aut che proseguirà nei prossimi giorni. I sopraccitati gruppi consiliari infatti, hanno annunciato che non prenderanno parte ai lavori finche non verrà dato conto dell’ingente somma da devolvere ai dirigenti dell’ente. Ciò perché oltre ad un aspetto prettamente legato alla trasparenza e all’economicità, ve n’è uno “morale” collegato al “momento”. Mentre cioè si stringe la cinghia per reperire risorse per le varie criticità del territorio, vengono destinate somme così corpose che come detto sono in parte collegate agli obiettivi che sarebbero stati raggiunti da questi dirigenti. In sintesi: certi della regolarità e della “legalità” del fondo, la premialità è stata meritata?
«Il consiglio provinciale – hanno concluso Rao e Cerreti -, in un momento particolarmente delicato come questo, nel quale si sono dovuti tagliare, ed in molti casi azzerare, servizi ed impegni dell’Ente, per fare fronte al rispetto del Patto di Stabilità con la recente manovra di variazione di bilancio, intende fare chiarezza, ed a tale proposito userà tutti gli strumenti ispettivi necessari perché sia chiaro che non si può più alimentare una macchina burocratica che non riesce ad essere efficace ed efficiente, rispetto alle esigenze del territorio e dei cittadini».
