I capigruppo Francilia e Sidoti sul presidente: «Non commetta l'errore di prendere decisioni poco avvedute e di testa propria, come fa spesso anche su altre questioni, e si confronti con la maggioranza che ha permesso la sua elezione»
Ieri la presa di posizione al Comune del capogruppo Bruno Cilento nei confronti di Buzzanca per la scelta di estromettere dalla giunta di palazzo Zanca Pippo Rao (vedi correlato), con l’ingresso al suo posto in quota Beninati di Roberto Sparso. Oggi l’affondo centrista nei confronti del PdL arriva dalla Provincia, dove i capigruppo Matteo Francilia (area D’Alia) e Saro Sidoti (area Naro) chiedono chiarimenti in merito ad una presunta prossima nomina in giunta di un esponente del Pid (Popolari Italia Domani), movimento figlio della scissione con il partito rimasto in mano a Casini.
I due consiglieri provinciali, sollecitando un incontro urgente con Ricevuto, dichiarano di volere -andare giù a muso duro- motivando le ragioni della loro contrarietà alla nomina: «L ‘Udc – spiegano – è geneticamente incompatibile con il Pid ed è impossibile una loro convivenza a Palazzo dei Leoni; Ricevuto poi non commetta l’errore di prendere decisioni poco avvedute e di testa propria, come fa spesso anche su altre questioni, e si confronti con la maggioranza che ha permesso la sua elezione; inoltre il Pid non ha alcun rappresentante in Consiglio provinciale e pertanto non garantisce alcun collegamento tra il Consiglio stesso e la Giunta». L’avvicinamento concreto tra il partito che fa riferimento all’ex segretario regionale Udc, Saverio Romano e Ricevuto, si concretizzò nelle settimane precedenti al -taglio- dalla giunta provinciale degli esponenti dell’Mpa, Daniela Bruno e Gaetano Duca (vedi correlato). In quei giorni diversi furono i contatti tra il presidente e il deputato regionale di Milazzo, Santi Catalano, con la prospettiva di potere occupare una delle caselle fino ad oggi lasciate vacanti da Ricevuto. Un posto al quale il Pid ambisce ancora, così come Giuseppe Rovito, che potrebbe subentrare in quota PdL a Pippo Di Bartolo. E parte un passo più indietro ma aleggia ancora anche l’ombra di Lorenzo Italiano, sconfitto alle ultime elezioni amministrative a Milazzo dopo essere stato sindaco del centro tirrenico. L’Udc invece, non è mistero, ha sempre ambito alla vice presidenza, mai assegnata nonostante la designazione iniziale cadde su l’autonomista Bruno.
Tornando ai centristi, Francilia e Sidoti in conclusione aggiungono: «Continueremo a vigilare con attenzione su tutti gli atti amministrativi e sull’azione della giunta di governo, e che da sempre garantisce il numero legale in Consiglio, dimostrandosi forza politica responsabile con i fatti e non per nome, come certi partiti avvezzi a vendersi al padrone di turno». Un affondo senza mezzi termini che non lascia spazio ad interpretazioni, evidenziando come i rapporti tra Udc e PdL sembrano divenire sempre meno idilliaci e probabilmente basati solo sulla necessità di mantenere in piedi la maggioranza, per interessi reciproci, piuttosto che per una condivisione programmatica. Al di là delle successive e correttive dichiarazioni di facciata. Probabilmente, dopo l’incontro previsto per oggi, il tutto rientrerà: ma quanto ancora durerà la farsa?
