Dall’aula partite diverse proposte, finora inascoltate: dal ticket per l'attraversamento dello Stretto alle rotatorie sulla SS 114, dal limite di velocità sulla Panoramica al termovalorizzatore, passando per le dimissioni di Scoglio. E i rapporti sono sempre più tesi
C’è un muro invisibile al Comune di Messina, un muro “politico” che divide l’aula del consiglio comunale dalla sala giunta. E fino a quando quel muro non verrà infranto, i rapporti tra i due organi istituzionali più importanti di Palazzo Zanca difficilmente potranno essere idilliaci. Lo scollamento tra consiglio e amministrazione c’è ed è evidente, lo ha denunciato più volte il centrosinistra, lo ha avvertito anche il centrodestra, e non solo nella componente dei dissidenti.
I segnali di questo cammino a sensi di marcia invertiti sono tanti. Si pensi, ad esempio, al caso del revisori dei conti, in cui la terna proposta dall’amministrazione è stata clamorosamente bocciata. O ancora al project financing sui cimiteri, portato in aula con toni trionfalistici dall’assessore Amata e poi riposto mestamente in un cassetto.
Ma a rendere ancor più invalicabile il muro di cui sopra è un altro dato: nessuna delle proposte di indirizzo partite dal consiglio comunale ha trovato poi seguito in giunta, nemmeno quelle che apparivano nel programma elettorale del sindaco Buzzanca. L’esempio più calzante è il voto dell’aula su «ampliamento della zona a traffico limitato, determinazione di un ticket per l´attraversamento della ZTL a carico dei non residenti nonché istituzione di tariffe agevolate per l’attraversamento dello Stretto a favore dei residenti», in soldoni il famoso ticket per gli -stranieri- che passano da Messina per attraversare lo Stretto (con tanto di tariffario). Delibera approvata dal consiglio il 26 settembre, con un’idea, quella del ticket, che ritroviamo anche nel programma di Buzzanca, ma che fino ad ora non ha avuto alcun seguito.
L’8 ottobre arrivava invece si discuteva di due rotatorie da realizzare sulla Statale 114, a S. Margherita e a Giampilieri, proposte da Gennaro del Pd. In quel caso si decise di non votare la delibera perché, si era detto, le rotatorie sarebbero rientrate in un piano più ampio che di lì a poco avrebbe predisposto la giunta, con altre rotatorie in diversi punti della città. Notizie? Nessuna.
Il 30 ottobre il consiglio fa l’en-plein: tre atti di indirizzo, tutti senza risultato, almeno fino ad oggi. Il primo, l’attuazione di «un sistema integrato di smaltimento dei rifiuti e realizzazione di un termovalorizzatore nel territorio del Comune di Messina». Il secondo, «modifica limite massimo di velocità lungo la via Nuova Panoramica dello Stretto (da 50 a 70 chilometri orari)». Il terzo, più “leggero”, «istituzione di un ufficio “Film Commission”».
Abbiamo appena accennato al project financing dei cimiteri. E’ vero che il consiglio lo ha bocciato, ma è altrettanto vero che la giunta ha eseguito fino a un certo punto il volere dell’aula. Quest’ultima aveva chiesto di «porre in essere tutte le più opportune iniziative al fine di procedere, anche in autotutela, all’annullamento del procedimento in corso, relativamente al “Project financing dei cimiteri”, per la evidente ed acclarata assenza di interesse pubblico e se del caso previa acquisizione di tutti i pareri ritenuti opportuni, per poi procedere». La giunta ha solo “sospeso” per sessanta giorni l’iter, vedremo come andrà a finire.
Infine la richiesta più clamorosa, quella arrivata il 26 gennaio 2009 con un voto molto significativo con il quale il consiglio, «nelle more della definizione della vicenda giudiziaria ad esclusiva tutela dell’istituzione Comune, chiede al sindaco di revocare le deleghe assegnate all’assessore Gianfranco Scoglio». Superfluo dire che anche questo indirizzo, a dire il vero molto pesante, è stato disatteso. Così come vani sono stati, finora, gli inviti giunti a Buzzanca tanto da destra quanto da sinistra a partecipare ai lavori d’aula. A quanto pare il sindaco lo farà molto presto, in occasione del dibattito sulle opere compensative al Ponte. Se questo basterà a ricucire i rapporti e a rompere quel muro, è davvero difficile prevederlo.
(foto Dino Sturiale)
