Ricapitalizzazione o messa in liquidazione? Si deciderà oggi il destino di Messinambiente

Ricapitalizzazione o messa in liquidazione? Si deciderà oggi il destino di Messinambiente

Ricapitalizzazione o messa in liquidazione? Si deciderà oggi il destino di Messinambiente

mercoledì 09 Febbraio 2011 - 15:26

In mattinata si terrà l’assemblea dei soci con all’ordine del giorno il punto nodale sul futuro della società che gestisce il servizio di raccolta rifiuti

Determinazioni su quanto previsto dall’articolo 2447 del codice civile. E’ questo il punto chiave all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci di Messinambiente, convocata questa mattina. Assemblea dei soci in cui, senza troppi fronzoli, si deciderà il destino della società stessa (di cui è proprietario, di fatto, il Comune di Messina). L’articolo 2447, infatti, prevede: «Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al disotto del minimo stabilito (…), gli amministratori devono senza indugio convocare l’assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della società». In sostanza, domani si dovrà discutere del tema che era stato rinviato durante l’ultima assemblea, tenutasi a metà gennaio: la ricapitalizzazione di Messinambiente. Da qui il bivio: senza la ricapitalizzazione stessa, essendo acclarate le perdite della società oggi amministrata da Armando Di Maria, fino a ieri da Nino Dalmazio, Messinambiente verrebbe messa in liquidazione.

A questo punto la palla passa al Comune ed al sindaco Buzzanca: cosa vuole farne, di Messinambiente? Di fronte a questo passaggio, passano persino in secondo piano le querelle giudiziarie tra la società stessa e l’Ato3, che costituiscono un altro capitolo “caldo” di cui si discuterà domani. Messinambiente, infatti, ha presentato due ricorsi contro l’Ato3, il primo per chiedere l’annullamento del bando (che poi è andato deserto) per l’individuazione del nuovo gestore del servizi di raccolta rifiuti, il secondo per chiedere la revoca della proroga concessa dall’Ato3 a Messinambiente fino a giugno 2011. Una proroga che non ha ragione d’esistere, secondo Messinambiente, in quanto la convenzione in vigore con l’Ato3 non sarebbe scaduta nel dicembre scorso, come sostenuto dall’Ato stessa, ma scadrebbe in realtà il 31 dicembre 2025, secondo una proroga approvata dall’assemblea dei soci quando il Comune era retto dall’allora commissario straordinario Gaspare Sinatra. Proroga, ovviamente, che l’Ato3 non riconosce.

Un bell’ingarbuglio. In tutto questo, tra i punti all’ordine del giorno di domani c’è anche la nomina del nuovo amministratore unico della Somer srl, società controllata al 100 per cento da Mesisnambiente alla quale la società di via Dogali, quando era guidata da Dalmazio, aveva intenzione di conferire la realizzazione e la gestione per 15 anni (!) della discarica e dell’impianto di biostabilizzazione di Pace. Il classico gioco delle scatole cinesi, ma domani a rischiare è la scatola più grossa, Messinambiente. Una scatola con oltre 500 dipendenti.

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