Sanità. I sindacati denunciano la carenza di posti letto per i Servizi Psichiatrici di diagnosi e cura

Sanità. I sindacati denunciano la carenza di posti letto per i Servizi Psichiatrici di diagnosi e cura

Sanità. I sindacati denunciano la carenza di posti letto per i Servizi Psichiatrici di diagnosi e cura

sabato 11 Settembre 2010 - 08:12

CGIL CISL e UIL scrivono all'assessore Russo invitandolo ad -intervenire e sanare questa incredibile ed inaccettabile situazione, nell’esclusivo interesse della collettività”

La città di Messina patisce una grave carenza del numero dei posti letto relativo ai Servizi Psichiatrici di diagnosi e cura (SPDC.

Lo sostengono in una lettera indirizzata all’assessore regionale Massimo Russo CGIL FP, CISL FP, UILFPS, CGIL MEDIC, ISL MEDICI, UIL MEDICI.

“Già in occasione della chiusura del SPDC nel Presidio Ospedaliero “Piemonte”- si legge testualmente – era stata evidenziata l’assoluta insufficienza della dotazione residua di soli 15 posti letto, allocati nel Presidio Ospedaliero di “Papardo”. In relazione alle necessità assistenziali della città – dicono i sindacati – Russo si ere immediatamente attivato ed aveva formalmente invitato il Direttore Generale degli Ospedali Riuniti Papardo- Piemonte ad istituire un altro reparto con 15 posti letto, per garantire la continuità assistenziale, ripristinando immediatamente la dotazione complessiva di 30 posti letto per l’area cittadina”.

Secondo CGIL FP, CISL FP, UILFPS, CGIL MEDIC, ISL MEDICI, UIL MEDICI, altrettanto solerte sui era dimostrato Russo nel “ prevedere per l’A.S.P. di Messina la dotazione complessiva di n. 392 posti letto pubblici e privati per la riabilitazione e la lungodegenza e n. 30 posti letto di SPDC allocati presso l’Azienda Ospedaliera Papardo – Piemonte di Messina”.

Ma, nonostante le chiare indicazioni assessoriali, le organizzazioni sindacali registrano che “nella rideterminazione della nuova rete ospedaliera non solo sono spariti i primi 15 posti letto del Presidio Ospedaliero “Piemonte”, ma, paradossalmente, anche gli altri 15 dell’unico reparto attualmente in funzione. Quest’ultimo reparto, l’unico attualmente ancora in funzione – scrivono- si trova a dover operare in condizioni di continua ed affannosa emergenza, data la necessità di operare con frequenza costante ricoveri soprannumerari, per compensare l’esponenziale aumento di richieste di ricovero. Spesso è accaduto che alcuni ricoveri in TSO, per mancanza materiale di posti letto, siano stati “dirottati” presso SPDC di altre province della regione e, addirittura in altre regioni (con evidente aggravio di spesa)”.

I sindacati snocciolano, poi, una serie di dati al fare riflettere: “il numero dei ricoveri in TSO nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura di Messina Nord (“Papardo”) e Messina Sud (“Papardo”) negli anni 2007, 2008 e 2009, sono stati complessivamente 409 (di cui 253 per il distretto di Messina Sud e 156 per quello di Messina Nord); i ricoveri volontari sono stati complessivamente 720 (di cui 310 per il distretto di Messina Sud e 410 per quello di Messina Nord)”. Secondo le organizzazioni sindacali, “la chiusura anche del solo presidio di Messina Nord comporterebbe un disagio insopportabile dal punto di vista sociale, ma anche un notevole aggravio di spesa, probabilmente non sostenibile. Si pensi, per esempio, al costo per gli spostamenti in ambulanza con operatori e vigili urbani, che aumenterebbe in modo esponenziale. Altro che ottimizzazione assistenziale, organizzativa e risparmio di spesa”.

Convinti che i funzionari regionali ed il Direttore Generale dell’ASP5 abbiano disatteso le disposizioni assessoriali , chiedono quindi “all’assessore Russo, ad intervenire ed a sanare questa incredibile ed inaccettabile situazione, nell’esclusivo interesse della collettività”.

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