S. Teresa. Democrazia partecipata, la minoranza accusa e interroga - Tempostretto

S. Teresa. Democrazia partecipata, la minoranza accusa e interroga

S. Teresa. Democrazia partecipata, la minoranza accusa e interroga

venerdì 07 Dicembre 2018 - 16:07
S. Teresa. Democrazia partecipata, la minoranza accusa e interroga

I consiglieri di opposizione: "In tutti i Comuni siciliani sono i cittadini a decidere come spendere i fondi regionali destinati alla democrazia partecipata, qui il sindaco e il dirigente decidono di fare di testa loro"

S. TERESA DI RIVA – “Mentre in tutti gli altri Comuni siciliani sono i cittadini a decidere come spendere i fondi regionali destinati alla democrazia partecipata, a S. Teresa di Riva il sindaco e il dirigente decidono di fare di testa loro, spendendo quasi 100mila euro per feste, dichiarando che sono stati i cittadini a deciderlo, quando invece sappiamo tutti che nessuna consultazione popolare è stata effettuata”. Il capogruppo di “Insieme per cambiare”, Antonio Scarcella, introduce con queste parole l’interrogazione presentata congiuntamente ai colleghi Lucia Sansone, Giuseppe Migliastro e Carmelo Casablanca al sindaco Danilo lo Giudice.

Gli esponenti di minoranza chiedono “se il comune di Santa Teresa di Riva ha effettivamente avviato la forma della consultazione popolare per poter accedere ai trasferimenti regionali da democrazia partecipata per l'anno 2016. E

se i comitati di quartiere del Comune di Santa Teresa di Riva hanno trattato tali argomentazioni e in caso affermativo si chiede di sapere quali deliberazioni hanno adottato e con quali atti”. Infine si chiede “con quali modalità è stata coinvolta la cittadinanza”. Nell’interrogazione si sostiene che “il Comune di S. Teresa

nella persona del sindaco e del responsabile del servizio finanziario, con riferimento ai fondi previsti per il 2016, ha comunicato alla Regione Sicilia di aver destinato 99mila e 348 euro ad attività scelte mediante “democrazia partecipata” e che nello specifico la forma di democrazia partecipata scelta è quella della consultazione della cittadinanza oltre che dei comitati di quartiere”.

Sempre secondo quanto asserito dall’opposizione “non risulta esservi stata alcuna consultazione dei cittadini da parte dell'amministrazione comunale” e aggiunge che “al consigliere comunale Giuseppe Migliastro, già componente del comitato di quartiere Bucalo – Sparagonà, non risulta che sia stato mai trattato, nel periodo di sua competenza, tale argomento nel corso delle varie sedute del comitato di quartiere suddetto. Le deliberazioni della giunta comunale, con le quali si è deciso di organizzare la festa della primavera del 2016, la notte bianca del 2016 e il pranzo di Natale del 2016 non richiamano in nessun caso la circostanza che siano state adottate forme di democrazia partecipata per giungere alle deliberazioni finali, né si fa riferimento a consultazioni che abbiano interessato i cittadini o i comitati di quartiere”. Nella stessa interrogazione si sostiene altresì che “la festa della primavera e la notte bianca, attività organizzate tutti gli anni dal Comune, si sono svolte ben prima rispetto al 21 settembre 2016 giorno del primo decreto regionale di assegnazione delle somme e, pertanto, i cittadini non avrebbero certo potuto decidere di spendere dei soldi per attività già concluse. Le affermazioni rilasciate dal sindaco alla stampa locale – concludono i consiglieri di minoranza – secondo il quale “interpellare la cittadinanza sarebbe difficile” sono da considerarsi banali giustificazioni prive di qualsivoglia fondamento atteso che tutti gli altri comuni siciliani riescono ad interpellare i cittadini”.

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